A cura della Redazione
Le contraddizioni del Partito Democratico torrese Cercasi una maggioranza per governare la città. Dopo le elezioni regionali del 28-29 marzo, le forze politiche locali, attraverso i loro rappresentanti, si sono espresse sulle pagine dei giornali locali circa la composizione del futuro quadro politico che dovrebbe sostenere il sindaco Giosuè Starita. C’è chi vuole una maggioranza limitata ai soli partiti che compongono il centrosinistra (Pd, Api, IdV, SEL). C’è chi, invece, propone l’apertura ad un partito di centro moderato come l’UdC. E, infine, c’è chi ritiene che la presenza in giunta di MpA e Noi Sud non rappresenti un problema per il centrosinistra. Come si vede, le posizioni politiche all’interno dello schieramento che sostiene il sindaco Giosuè Starita, sono molto variegate e, in qualche caso, anche in contraddizione tra loro. Il segretario del Partito Democratico, Francesco Porcelli, sostiene che bisogna dar “forza, credibilità e autorevolezza non solo al Pd, ma anche allo schieramento di cui fa parte e che non è più tempo di regali al centrodestra; tra due anni dovremo andare al voto per le comunali con un centrosinistra rinnovato ed integro”. Non la pensa così, però, il capogruppo consiliare del suo partito, Francesco Donadio, il quale propone un centrosinistra (inclusa Sinistra Ecologia e Libertà) allargato all’UdC, che ha raddoppiato i voti nella consultazione elettorale per le Regionali, e nel contempo ritiene che “Noi Sud non ha avuto alcun vantaggio dalla presenza in giunta”. In tal modo, quindi, lascia intendere che questo partito del centrodestra può rimanere all’interno dell’esecutivo. L’assessore del secondo partito della coalizione, Ciro Alfieri, leader di Alleanza per l’Italia, è dello stesso parere, in quanto è disponibile a creare una maggioranza ampia, che vada dall’UdC a Sinistra Ecologia e Libertà, comprendendo anche l’MpA e che, per quanto riguarda Noi Sud, afferma “questo movimento non fa parte dell’amministrazione comunale”. L’Italia dei Valori è innanzitutto per la riunificazione della coalizione che fa riferimento al centrosinistra ed è anche disponibile ad aprire un confronto con una forza di centro come l’UdC. Visto che ad Ercolano ha vinto il neo sindaco del Pd, Vincenzo Strazzullo, appoggiato anche dall’Unione di Centro. “E poi - dichiara la segretaria cittadina dell’IdV, Nives Pagano - mentre il partito di Casini non fa parte del governo nazionale e in tante realtà territoriali è andato da solo, o in alleanza con il centrosinistra, Noi Sud e MpA sono partiti organici al centrodestra, in quanto parte integrante di questo schieramento alla Provincia, alla Regione e a Roma”. Il capogruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà, Andrea Fiorillo, è per l’unità del centrosinistra sulla base di un programma condiviso e, nel contempo, propone che “si apra anche una riflessione, all’interno dei partiti che fanno parte di questo schieramento, su eventuali consiglieri che durante la campagna elettorale per le Regionali hanno appoggiato candidati del centrodestra e, qualora si accertasse tale circostanza, che gli stessi vengano considerati fuori dal centrosinistra”. Insomma, non c’è ancora un’unità di intenti tra i quattro suddetti partiti, con una differenza. Api, IdV, SEL sono uniti al loro interno nell’esprimere le valutazioni e le proposte per un rilancio della coalizione e dell’amministrazione, mentre nel Pd ci sono tutt’ora opinioni contrastanti circa la linea politica da seguire, e il contrasto è evidente tra il segretario Porcelli e il capogruppo Donadio. Quindi, si ritorna punto e a capo, a prima del congresso cittadino. Perciò, se non si individuerà una posizione comune all’interno del partito di maggioranza relativa, il centrosinistra sarà sempre in un mare tempestoso e non approderà mai in un porto sicuro. Un’altra fonte di preoccupazione per la coalizione di centrosinistra è la sconfitta alle recenti elezioni di marzo 2010. Cinque anni fa alle Regionali ottenne un plebiscito di voti, con il 72,19 per cento a favore di Antonio Bassolino contro un misero 24,3 per cento delle liste che sostenevano Italo Bocchino. Certamente hanno influito su questo dato negativo anche tre fattori: la scarsa affluenza alle urne (si è passati, infatti, dal 77,63 per cento dei votanti del 2005 al 57,63 per cento di quest’anno: ben 20 punti percentuali in meno); la mancanza di candidature locali di primo piano, fatta eccezione per Raffaele Sentiero, candidato per la coalizione di centrodestra; ed infine il boom dell’Unione di Centro che a Torre ha superato la soglia dell’11,5 per cento, contro il 6,75 per cento delle Provinciali del 2009 e il 3,69 per cento delle Regionali del 2005, trainata anche dalla candidatura del sindaco di Boscotrecase, Agnese Borrelli. Una gatta da pelare che i partiti del centrosinistra dovranno affrontare al più presto se non vogliono che Torre Annunziata ricalchi le orme della vicina Castellammare di Stabia, una roccaforte del centrosinistra caduta nelle mani del centrodestra. SALVATORE CARDONE da TorreSette dl 9 aprile 2010