A cura della Redazione
Quel vecchio operaio e i suoi cinque figli... Quando ero bambino mio padre mi raccontò la storiella di un vecchio operaio che, in fin di vita, chiamò i cinque figli vicini al suo letto. Erano dei giovanotti molto robusti e il padre chiese ad ognuno di loro di spezzare cinque ramoscelli d’albero legati insieme da un pezzo di spago. Nonostante la loro forza, però, nessuno ci riuscì. Allora il vecchio slegò lo spago e, uno alla volta, spezzò lui i cinque ramoscelli. Qual era la morale di quel racconto? Che fino a quando sarebbero rimasti uniti, nessuno sarebbe stato in grado di “spezzare” i cinque fratelli; mentre se si fossero divisi chiunque avrebbe potuto spezzarli uno ad uno. Con quella storiella mio padre voleva far capire a me, che ero il più grande di cinque fratelli, che la nostra famiglia doveva rimanere sempre unita, anche quando avrebbero potuto esserci dei problemi tra noi. Quell’insegnamento mi è rimasto impresso nella mente e l’ho applicato, insieme ai miei fratelli, in ogni momento della nostra vita. Perché ho voluto raccontare questo episodio della mia infanzia? Per trasferirlo nella politica torrese e precisamente nel campo del centrosinistra. Dove ci sono cinque fratelli (Pd, IdV, Psdi, Comunisti e Sinistra e Libertà) che appartengono alla stessa famiglia ma che invece di trovare un’intesa per andare d’accordo litigano tra loro. Eppure gli elettori torresi del centrosinistra hanno chiesto a loro, poco più di due anni fa, di governare insieme la città e hanno scelto come padre di questa famiglia non un vecchio ma un giovane sindaco che li guidasse e li tenesse uniti. Certo, quando si è giovani padri di famiglia l’entusiasmo e la voglia di fare, associati, producono sempre buoni risultati ma l’inesperienza può anche far commettere qualche errore. Non per questo, però, quel padre deve essere continuamente criticato dai propri figli e né fratelli devono darsele di santa ragione ogni volta che tra loro non c’è accordo. Invece tutti insieme, padre e figli, devono riunirsi, parlare dei problemi che ci sono in famiglia, discutere con franchezza di ciò che non va e trovare una soluzione comune. All’unanimità se c’è il consenso di tutti, oppure a gran maggioranza se qualcuno dissente. In quest’ultimo caso, però, chi è in minoranza deve accettare la scelta fatta, per il bene della famiglia, anche a costo di un sacrificio personale. E l’esempio di unità della famiglia non lo deve dare solo il padre, ma anche i figli. A cominciare dal fratello più grande che ha sempre un ascendente sui fratelli più piccoli. Ora, tra una quindicina di giorni, il Partito Democratico sarà impegnato nel suo primo vero congresso cittadino e dovrà affrontare le tante questioni spinose che lo vedono diviso non solo al suo interno ma anche nei confronti di qualche membro della stessa famiglia. L’augurio di tutto il centrosinistra è che dal congresso esca un solo indirizzo politico-programmatico e un segretario condiviso. In modo che non ci siano più voci discordanti sia all’interno del partito che del gruppo consiliare. Ma soprattutto dovranno essere sciolti i nodi più intricati. Dare finalmente un forte sostegno al sindaco Starita per consentirgli di portare a termine il suo mandato, iniziato due anni e mezzo fa. Proporre una nuova unità di tutto il centrosinistra, così come hanno voluto gli elettori di questo schieramento nel 2007. Decidere una volta per tutte se bisogna “aprire” al centro moderato e in quale modo. Rilanciare il programma concordato al momento della formazione della coalizione di centrosinistra, individuandone anche le priorità. Stabilire l’assetto definitivo della giunta, sia nel numero che negli assessori che la devono comporre. Lavorare per costruire “ un nuovo Ulivo”, anche a Torre, così come proposto dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Attrezzarsi per affrontare, insieme alle altre forze politiche del centrosinistra, le prossime e difficilissime elezioni regionali. E’ tanta la carne al fuoco, ma per cuocerla occorrerà molta pazienza e determinazione. E, soprattutto, tanta chiarezza e unità d’intenti. Perché gli elettori, di fronte ad una famiglia litigiosa, potrebbero anche decidere di abbandonarla al suo destino. E sarebbe un grave smacco per una città come la nostra che ha sempre avuto una forte tradizione di centrosinistra. SALVATORE CARDONE dal settimanale TorreSette del 27 novembre 2009