A cura della Redazione
Giunta Starita: «Centro» anch´io? L’MpA preme per un posto nell’esecutivo. UdC e Udeur aspettano gli sviluppi. Il Psdi vuole aprire subito e con chi ci sta; il Pd, ma non tutto, è disponibile solo se si farà collegialmente, l’IdV aspetterà il prossimo congresso del Partito Democratico e poi deciderà. E’ questa la situazione nei tre partiti che compongono la giunta, relativamente all’ingresso nell’esecutivo del centro moderato. I Socialdemocratici premono per un’apertura a tutti e tre i partiti del centrodestra: MpA, UdC e Udeur; i Democratici sembrano disponibili solo verso il Movimento per le Autonomie, l’Italia dei Valori è prioritariamente orientata ad unire prima il centrosinistra... e poi si vedrà. Ma mentre Psdi e IdV parlano a nome sia del loro partito che dei gruppi consiliari, nel Pd non è così. Infatti, solo dopo il congresso cittadino, che si terrà tra qualche mese, si conoscerà il gruppo dirigente. E si saprà se il neo segretario sarà espressione di un partito unito o ancora diviso e di quale linea politica si farà interprete. E infine, se il gruppo consiliare sarà unitariamente favorevole o contrario all’apertura al centro moderato. Quindi la palla, come al solito, è nel campo del maggior partito del centrosinistra che da due anni e mezzo va avanti tra contrasti interni e continue fibrillazioni che tengono “con il fiato sospeso” il sindaco Starita. Il quale appena trova una situazione di stabilità amministrativa che gli concede di poter procedere serenamente nel suo mandato, dedicandosi esclusivamente ai problemi della città, dopo qualche mese deve ritornare a preoccuparsi dell’instabilità politica della sua maggioranza. Eppure il centrosinistra può contare, sulla carta, su ben diciannove consiglieri (11 del Pd, 3 del Psdi, 3 dell’IdV e 2 di Sinistra e Libertà) e sulla “non belligeranza” di almeno tre indipendenti. Ma le divisioni all’interno dello schieramento che lo ha eletto e del suo partito di riferimento spingono il primo cittadino a guardare con attenzione e disponibilità verso l’MpA, che lo ha sostenuto, quasi sempre, sin dall’inizio della candidatura. Tra l’altro, questa formazione politica non accetta più il patto istituzionale che l’ha portata a far parte della maggioranza senza avere una propria rappresentanza in giunta, e preme per un ingresso nell’esecutivo. E se riuscirà ad aprire una breccia nel muro del centrosinistra, potrebbe anche spianare la strada all’UdC e all’Udeur che, per il momento, non avanzano una tale richiesta. C’è, però, un altro ostacolo sulla marcia di avvicinamento del centro moderato all’amministrazione Starita ed è rappresentato dalle prossime elezioni regionali. Con chi si schiereranno MpA, UdC e Udeur? Se, come è probabile, faranno parte della coalizione di centrodestra, il centrosinistra accetterà passivamente questa situazione? Partito Democratico, Socialdemocratici e Italia dei Valori apriranno le porte della giunta ad un assessore rappresentante dei partiti che si schiereranno con il centrodestra al momento del voto? Consentiranno che il centro moderato si rafforzi e faccia campagna elettorale a scapito del centrosinistra? Certo, se MpA e UdC si alleassero alle Regionali, in Campania, con il candidato a governatore del centrosinistra, la strada per loro potrebbe essere aperta anche a Torre. Ma è uno scenario che, per il momento, non si è ancora prospettato. Ecco perché il centro moderato è intenzionato ad accelerare l’apertura di una trattativa con Pd, Psdi e IdV, prima del congresso del Partito Democratico e del delinearsi degli schieramenti per le elezioni regionali. Il tempo non gioca a loro favore, anche perché l’unità del Pd cittadino potrebbe avere come prezzo la chiusura della porta dell’esecutivo ai tre partiti del centro. Tra l’altro, se non si aumenterà la giunta a dieci, dovrà essere il Pd a ridimensionare la propria rappresentanza nella squadra di governo per far posto all’MpA ed eventualmente all’UdC. E, per finire, le elezioni regionali potrebbero renderli fortemente contrapposti. Perciò, le pressioni si accentueranno nei prossimi giorni, per raggiungere un’intesa che, se rinviata, potrebbe non verificarsi più o essere rimandata sine die. Centro o non c’entro in giunta, per usare un gioco di parole? La risposta la sapremo prima della fine dell’anno. SALVATORE CARDONE (Dal settimanale TorreSette del 30 ottobre 2009)