A cura della Redazione
Sinistra unita, una chimera? Sinistra. Un nome che esercita ancora un fascino irresistibile, anche nostalgico, fra tanti elettori torresi. Ma che non riesce a trovare un’identità unitaria e che anzi, nella nostra città, è addirittura in controtendenza rispetto a ciò che si muove a livello nazionale, regionale e provinciale. Infatti Socialisti, Sinistra Democratica, Verdi e Vendoliani si ritrovano insieme in un’unica sigla politica, Sinistra e Libertà, intenzionata a diventare partito. Così come Rifondazione e Comunisti Italiani sono avviati verso la fusione in un’unica formazione politica. A Torre, invece, lo scenario della sinistra è completamente diverso, più frammentato, e a rappresentare quest’area ci sono addirittura quattro formazioni politiche, distinte e distanti tra di loro. Il gruppo consiliare più numeroso è quello costituito dal Psdi, rappresentato da Davide Alfieri, Nunziato Di Capua e Michele Pinto. Ma, nonostante ciò, non riesce a confluire in Sinistra e Libertà per il veto di un’altra componente di questo “cartello”, Sinistra Democratica, che, rappresentata da due consiglieri, Andrea Fiorillo e Luigi Monaco, sembra dire “o noi o loro”. Tanto è vero che questi ultimi hanno dato vita ufficialmente, nei giorni scorsi, a Sinistra e Libertà a Torre, alla presenza dell’onorevole Tonino Scala, capogruppo regionale del partito. E a loro si è affiancato l’organo politico, il direttivo, che ha come portavoce l’ex assessore Massimo Manna. Questa “fuga in avanti” ha suscitato le proteste del segretario provinciale del Partito Socialista, che su un quotidiano locale ha dichiarato: “A Torre Annunziata esponenti di Sinistra Democratica hanno illegittimamente costituito il gruppo di Sinistra e Libertà al Comune, senza consultare o coinvolgere i socialisti presenti in consiglio comunale. Addirittura hanno dato vita agli organismi del circolo locale di SL; mi piacerebbe ascrivere tale accaduto ad una leggerezza e che, in queste ore, tali iniziative vengano ridimensionate e annullate”. Ma sarà molto difficile che ciò avvenga, perché oltre a preclusioni personali, che pur esistono, sono divergenti anche le posizioni politiche-programmatiche a livello amministrativo. Infatti il Psdi è in giunta, rappresentato dal suo leader Ciro Alfieri, mentre Sinistra Democratica o per meglio dire Sinistra e Libertà, considerato che il neonato gruppo ha avuto “il visto” del capogruppo regionale di SL, è all’opposizione in modo fortemente critico verso l’esecutivo. E’ probabile, però, che questo “rebus” venga sciolto, a breve, dagli organismi politici sovracomunali di questo partito. Non diversa è la situazione di Rc e PdCI. Entrambi senza consiglieri comunali di riferimento (in verità Rifondazione Comunista lo aveva eletto, ma poi l’ha perso), sono divisi nel giudizio verso l’amministrazione comunale. In quanto Rc ha firmato il documento politico-programmatico del centrosinistra ed ha accordato al sindaco Starita “una fiducia a tempo”. Al contrario, i Comunisti Italiani sono i più accesi critici del primo cittadino, della sua maggioranza e della squadra di governo e proprio per questo non sono stati invitati all’incontro del centrosinistra del 31 luglio scorso. Al quale era invece presente, oltre al Psdi e a Rc, anche Sinistra Democratica che però, dopo aver firmato il documento congiunto, ha preso le distanze dalla neo giunta, motivando così la sua decisione: “La squadra messa in campo dal sindaco Starita è inadeguata rispetto ai problemi che attanagliano la città, con una maggioranza che già si è sfaldata nell’ultimo consiglio comunale”. Insomma Sinistra e Liberà ha una posizione simile ai Comunisti Italiani, così come Rifondazione Comunista è in dissenso con questi ultimi ed è più vicina al Psdi nella nostra città. Una realtà ben diversa dallo scenario nazionale, regionale e provinciale di questi partiti che, invece, vede insieme Socialisti e Sinistra Democratica da un lato, Rc e PdCI dall’altro. Indubbiamente le diverse linee di demarcazione, tra queste quattro formazioni politiche, sono dovute a valutazioni locali e a giudizi personali, ma resta il dato di fatto che la sinistra torrese procede in ordine sparso. E non si intravede ancora all’orizzonte della nostra città una ricomposizione, almeno in due tronconi (quello riformista e quello radicale). Eppure, dopo la nascita del Partito Democratico un notevole spazio a sinistra si è creato, ma non è stato ancora occupato stabilmente e unitariamente da Sinistra e Libertà e dai Comunisti. Con grande rammarico di quegli elettori che vorrebbero avere dei chiari punti di riferimento a sinistra. SALVATORE CARDONE (dal periodico TorreSette del 9/10/2009)