A cura della Redazione
Una giornata afosa a "chiacchierare" con il sindaco Starita Brutta vita quella del cronista. Nonostante il caldo afoso di questi giorni, deve andare in giro per cercare qualche notizia da passare al giornale. Tappa obbligatoria, gli uffici comunali di via Dante. Varco il portone d´ingresso e non vedo nessun politico in giro. Le stanze sono semivuote, solo la presenza di qualche dipendente abbronzato, segno evidente che è da poco rientrato dalle vacanze. Scambio qualche chiacchiera con uno di loro, poi, come d’incanto, si apre la porta della stanza del primo cittadino. Ne escono il sindaco Giosuè Starita, l’assessore alla sicurezza Giuseppe Auricchio e la neo primo dirigente del commissariato di Torre Annunziata, Sara Amato. Aspetto che la dottoressa saluti gli amministratori e, subito dopo, mi avvicino a Starita. “Salve sindaco – gli dico -, come mai questo incontro con il dirigente del commissariato”. Il sindaco mi guarda e taglia corto: “Un cordiale incontro tra vertici istituzionali – afferma -. La neo dirigente ha ritenuto fare una visita al sindaco della città, visto che è da poco arrivata a Torre Annunziata. Tutto qui”. Non insisto, d’altronde in questi giorni in città c’è una calma piatta. Ma approfitto dell’occasione per porre qualche domanda a Starita. Sindaco, oggi è il 19 agosto. Ha terminato già le sue ferie estive? “Veramente non le ho ancora iniziate e né le inizierò. Fare il sindaco di una città comporta anche questo tipo di svantaggio. Però devo confessarle che questo mancato riposo è stato molto proficuo in termini di produttività”. Si spieghi meglio... “Vede, in questi due mesi estivi sono state realizzate molte cose. A partire dall’impianto di illuminazione del Quadrilatero delle Carceri e dalla ripavimentazione delle stradine del quartiere. E’ stato, questo, un primo, importante passo verso la riqualificazione graduale di una zona molto degradata della città”. Come al solito, il sindaco è un fiume in piena. Non la smetterebbe mai di parlare quando accenna a quello che sta facendo l’amministrazione da lui presieduta. “Abbiamo provveduto a illuminare meglio la Villa Comunale – ha proseguito – e a ridisegnare la segnaletica orizzontale in molte strade della città. Il bel tempo ci ha consentito anche di rattoppare tutte le buche stradali presenti nel quartiere Penniniello. Infine, in questo periodo, abbiamo finalmente trasferito molti uffici comunali (Ufficio tecnico di viale Manfredi, Ufficio commercio e patrimonio di via Parini, Ufficio legale di corso Umberto I, ndr) nella nuova sede di via Provinciale Schito. Io stesso sono stato presente al trasloco per verificare che tutto si svolgesse regolarmente”. Sono le 13,30. Lo stomaco inizia a brontolare. Mi alzo per salutare ed andare via. Ho preso sufficienti appunti per mettere su un articolo. Ma il sindaco mi blocca. “Voglio riferirle un’ultima cosa. Ho fatto ritirare circa una sessantina di telefonini cellulari distribuiti negli anni tra il personale dipendente del Comune. Un bel risparmio per l’Ente, non le pare?”. Annuisco con il capo e mi avvio per le scale. Mentre scendo mi rendo conto che non ho posto al sindaco nessuna domanda sulla crisi politica attualmente in atto. Questa giunta verrà azzerata o no? E quando ci sarà l’azzeramento? Quanti saranno gli assessori del Pd? Il Psdi accetterà il dimezzamento della sua rappresentanza in giunta? Che fine faranno gli assessori Elefante e Sola? Mi assale un dubbio: ritorno indietro o lascio perdere? Guardo nuovamente l’orologio: sono le 13,50. Ma sì, lasciamo perdere. Parafrasando una canzone della Vanoni, domani è un altro giorno e si vedrà... Gilda Riga