A cura della Redazione
Starita, tra paradossi politici e nodi da sciogliere Sono trascorsi appena due anni dall’elezione del sindaco Giosuè Starita ma, politicamente, sembra che sia passato addirittura un secolo e che Torre Annunziata si sia trovata, senza saperlo, in un’altra dimensione. Infatti nel 2007 Starita fu proposto e appoggiato, come candidato a primo cittadino, da tutti i partiti del centrosinistra: Democratici di Sinistra, Margherita, Socialdemocratici, Italia dei Valori, Rifondazione, Comunisti Italiani e Repubblicani Democratici. Oggi, invece, lo scenario politico è mutato profondamente: DS e DL, confluiti nel Partito Democratico, governano la città insieme al Psdi, mentre una parte dello stesso Pd, IdV, RC e PdCI riuniti, i Repubblicani e la neonata Sinistra e Libertà non sono né in giunta né in maggioranza. A rendere poi più confuso e contraddittorio il quadro politico c’è stato il sostegno all’amministrazione Starita, in occasione dell’approvazione del bilancio, di MpA, UdC e Udeur, tre partiti che alla Provincia di Napoli sono nel centrodestra. Una situazione paradossale che lascia sconcertati e mortificati tanti elettori del centrosinistra che avevano dato, due anni fa, la piena fiducia a questo schieramento politico e che ora lo vedono stravolto e spaccato in due tronconi “l’un contro l’altro armati”. E’ un grave errore politico al quale il sindaco Starita, non solo come capo dell’amministrazione ma anche della coalizione di centrosinistra, deve porre rimedio al più presto, riunificando e “pacificando” coloro che lo hanno proposto e votato. Sarebbe un atto di grande coerenza e chiarezza che gli farebbe assumere anche un ruolo di leader politico che, finora, non ha avuto. Certo non sarà facile, anzi molto difficile. Ma è proprio nel mare in tempesta che si rivela il valore del capitano di una nave, non solo tenendola a galla ma anche non facendole perdere la rotta e guidandola con grande maestria ed abilità verso la meta stabilita. E il metodo da utilizzare è rappresentato, innanzitutto, dalla convocazione di un interpartitico al quale partecipino, senza pregiudiziali o atteggiamenti di ostilità, tutte le forze politiche che si rivedono nel centrosinistra. Sarà l’occasione di un confronto sicuramente aspro e duro, ma questo incontro contribuirà ad aprire un dialogo che, se condotto pazientemente e sapientemente, potrà alla fine approdare in un nuovo accordo politico-programmatico all’interno del centosinistra. Ma la disponibilità a ricercare un’intesa non dovrà essere unidirezionale, e cioè soltanto quella del sindaco Starita e dei suoi attuali alleati, ma dovrà partire anche dall’altra parte del centrosinistra che ora è all’opposizione. Cominciando a mettere da parte attacchi personali per dare spazio e voce solo alla politica, che è basata sul confronto di idee e di progetti e che è persino mediazione, anche senza scendere a deleteri e squallidi compromessi. Perchè questo centrosinistra rissoso e diviso non fa bene a nessuno, e men che meno alla città che ha bisogno dell’unità delle migliori energie, competenze ed esperienze per poter decollare definitivamente. L’esempio delle elezioni provinciali è stato un’ulteriore dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, del masochismo politico dei torresi e, innanzitutto, di quelli che appartengono al centrosinistra. Quattro candidature: una del Pd, l’altra dell’IdV, la terza di Sinistra e Libertà e la quarta della Lista Nicolais si sono contrapposte con forza ma, paradossalmente, si sono indebolite reciprocamente perché ognuno ha sottratto agli altri i voti necessari per guadagnare un seggio alla Provincia. Conclusione? Torre Annunziata è stata esclusa ancora una volta, mentre le città vicine, Torre del Greco e Boscoreale in primis, hanno una loro rappresentanza. Faremo lo stesso alle Regionali del prossimo anno? E’ mai possibile che una città come la nostra, dalla grande tradizione di centrosinistra, non è capace di esprimere una personalità in grado di far convergere sulla sua persona i consensi necessari a rappresentarla a livello istituzionale sovracomunale? Come faremo a portare avanti le nostre istanze se non abbiamo mai un parlamentare, un consigliere regionale e provinciale che se ne faccia portavoce e interprete nelle istituzioni, dove si prendono importanti decisioni e si stanziano notevoli risorse per ogni realtà territoriale? Perciò, se vogliamo veramente voltare pagina e non continuare a beccarci come polli in un pollaio, addirittura rinchiudendoci noi stessi nel recinto politico della nostra città, ricominciamo da tre come diceva il grande Massimo Troisi. Dall’unità del centrosinistra, da un programma condiviso che affronti i gravi problemi di Torre, dalla scelta di persone che siano in grado, in politica e nell’amministrazione, di dare una vera svolta a Torre Annunziata. A cominciare dal Partito Democratico, che ha bisogno di un segretario e che non può restare ancora a lungo senza una guida autorevole, e poi dalla sinistra, che deve unirsi per svolgere un ruolo importante e per essere da stimolo ed esempio a livello regionale e nazionale, per continuare con l’Italia dei Valori che ha bisogno di un nuovo assetto interno all’altezza del grande salto in avanti che ha fatto a livello elettorale. Per finire con la discesa in campo, per entrare nell’amministrazione della città, di coloro che fino ad ora sono rimasti in panchina ma che possono dare un contributo determinante per far vincere la squadra del sindaco Starita. Riusciremo ad essere così intelligenti, a saper volare alto e guardare lontano? I cittadini torresi lo sperano ardentemente! SALVATORE CARDONE (da TorreSette)