A cura della Redazione
L´identikit del candidato perfetto Per chi votare? Come scegliere tra trentacinque candidati nel nostro collegio? Sono questi gli interrogativi che si pongono gli elettori che dovranno recarsi alle urne, sabato e domenica, per le elezioni provinciali. La risposta è molto semplice! Basta seguire dei criteri oggettivi di valutazione di ogni singolo aspirante ad un seggio alla Provincia e poi dare il proprio voto con convinzione, sapendo di aver fatto, in ogni caso, la scelta giusta. Innanzitutto, chiedendosi quali requisiti deve avere ogni candidato, e noi li abbiamo individuati e riassunti in cinque parole: impegno, coerenza, competenza, moralità, consenso. Esaminiamoli uno alla volta. Impegno. Non diamo il voto a chi non si è mai impegnato per la nostra città in qualsiasi campo, in particolare a quelli che non hanno mai fatto parte del mondo dell’associazionismo, del volontariato, della cultura, del sindacato o dell’amministrazione. Insomma, non è possibile votare per chi è spuntato dal nulla, alla vigilia delle elezioni, senza aver mai contribuito con il suo spirito di sacrificio, con la sua determinazione e con il suo lavoro alla rinascita della nostra città. Chi scende in campo solo quando si tratta di raccogliere cariche non dovrebbe ricevere i consensi dei cittadini. Coerenza. Non può aspirare alla fiducia degli elettori chi, all’ultimo momento, ha fatto “il salto della quaglia” passando da un partito all’altro, o addirittura da uno schieramento all’altro, solo per ottenere una candidatura alle provinciali. In questo modo non ha dimostrato la sua affidabilità e coerenza ma solamente la sua ambizione nel voler a tutti i costi raggiungere un obiettivo, anche se in taluni casi contraddittorio rispetto al suo percorso politico. Competenza. Alla Provincia devono essere elette persone che abbiano dato prova, nel tempo, di conoscere i problemi della propria città, di avere la competenza necessaria per saperli affrontare e risolvere. Solo così potranno dare un serio e concreto aiuto ai cittadini che li votano, senza “girare a vuoto” nei meandri dell’Amministrazione provinciale. Moralità. Chi ci rappresenterà alla Provincia dovrà essere una persona su cui si potrà “mettere la mano sul fuoco” per la sua moralità e trasparenza, in modo che i cittadini siano certi che, una volta eletto, farà i loro interessi a piazza Matteotti, e non i propri. Consenso. Per poter essere eletti non basta aver dimostrato impegno, coerenza, competenza e moralità, ma sarà anche necessario che il candidato ottenga tanti voti quanti sono necessari per tagliare il traguardo dell’elezione. Perciò ha maggiori possibilità l’esponente di un partito unito, radicato sul nostro territorio e che abbia già ricevuto, negli ultimi anni, la fiducia degli elettori. Votare per chi è presente nella lista di un partito “usa e getta” che nasce subito prima delle elezioni e muore subito dopo, oppure in una formazione politica o movimento che, nella migliore delle ipotesi, otterrà lo zero virgola qualcosa di voti, significa solo disperdere i consensi e sottrarli a chi, invece, proprio per poche centinaia di preferenze, potrebbe fallire, pur avendo tutti i requisiti di cui abbiamo parlato, l’obiettivo di essere eletto alla Provincia. In conclusione, se ritenete che i nostri suggerimenti siano giusti, allora non vi resta altro che avere a portata di mano l’elenco dei trentacinque aspiranti ad un seggio alla Provincia e così, esaminandoli uno alla volta, in base ai cinque oggettivi requisiti che abbiamo citato, saprete certamente individuare coloro che sono meritevoli del vostro voto. Non possiamo garantirvi che sicuramente saranno eletti, ma se concentrerete le vostre preferenze solo su due o tre di essi, allora siate certi che avranno un’alta possibilità di farcela. Altrimenti, se i vostri consensi si disperderanno in tanti rivoli verso tutti i candidati, non lamentatevi dopo che nessun torrese potrà rappresentare la città alla Provincia. Avremo così perso un’altra importante occasione per Torre Annunziata che, come al solito, non sarà presente ai livelli istituzionali sovracomunali. E avremo dimostrato, ancora una volta, il nostro masochismo elettorale. Perciò, occorre uno scatto di orgoglio e fate vincere il migliore... purché sia un nostro concittadino!