A cura della Redazione
Consiglio comunale, ccà nisciuno è fisso! Le elezioni del maggio 2007 hanno portato in Consiglio comunale sette esponenti dei Democratici di Sinistra, altrettanti della Margherita, quattro del Partito Socialdemocratico, due per ciascuna delle seguenti liste: Italia dei Valori, Udeur, Italia di Mezzo, Forza Italia; uno, rispettivamente, di Rifondazione Comunista, Orgoglio e Dignità, Alleanza Nazionale e il candidato a sindaco del centrodestra. Da allora, però, la geografia politica dell’Assise cittadina è cambiata. Non solo perché, nel frattempo, è nato il Partito Democratico ed è prossimo alla nascita, alla fine del mese, il Popolo della Libertà, ma anche perché c’è stata una trasmigrazione di consiglieri da un partito all’altro. Ma andiamo per ordine e cominciamo proprio dal Pd, la principale formazione politica della nostra città. Attualmente, il partito di Dario Franceschini può contare solo su dieci consiglieri, dei quali quattro di provenienza Ds (Francesco Donadio, Pietro Lucibelli, Antonio Russo Guarro e Gaetano Veltro), cinque della Margherita (Luigi Ammendola, Carmine Fabbrocini, Filomena Iapicca, Giuseppe Raiola e Aldo Ruggiero), e uno che era stato eletto nell’Udeur, Domenico Solimeno, ma che poi è confluito nel Partito Democratico. Quale strada politica hanno invece intrapreso gli altri tre diessini e i due margheritini che mancano all’appello? Andrea Fiorillo, subentrato a Michele Cuomo (attuale assessore), ha lasciato il Pd ed ora “veleggia” verso la Sinistra Democratica o, per meglio dire, verso il cartello di partiti di cui essa fa parte (Socialisti, Comunisti vendoliani, Verdi e la stessa Sd), che si presenterà unito alle prossime elezioni provinciali. Pierpaolo Telese, pur avendo preso la tessera del Partito Democratico, è ancora “distinto e distante” da tale gruppo consiliare in quanto fa parte di Svolta Democratica e Progressista. E, infine, Alfonso Contieri, ultimo dei tre ex diessini, ha aderito al Psdi. Per quanto riguarda, invece, i due ex Margherita, Antonio Amura e Amedeo Iovane, dopo aver lasciato il Pd e Svolta Democratica e Progressista, hanno ora assunto una posizione politica autonoma, in attesa di decidere a quale partito aderire (circola con insistenza la voce di una loro prossima confluenza nel Movimento Politico per l’Autonomia). Luigi Cirillo, eletto nel Partito Socialdemocratico, lo ha lasciato per entrare nell’Italia dei Valori, mentre Domenico De Vito (primo dei non eletti di Rifondazione Comunista e subentrato a Raffaele Polimeno, dimissionario) è nel gruppo misto. Ciro Portoghese, eletto in Forza Italia, e Luigi Monaco, candidato a sindaco per il centrodestra, hanno abbandonato le rispettive aree politiche per aderire a Svolta Democratica e Progressista. Il loro, però, è stato solo “un ritorno a casa” perché il primo è da sempre un socialista, il secondo un diessino. Comunque, anche per essi, si parla negli ambienti politici di una prossima collocazione più precisa e diversa dal gruppo di cui fanno parte, vista l’ostilità nei loro confronti del gruppo consiliare del Pd al quale avrebbero voluto aderire. Insomma, ben dieci consiglieri comunali su trenta (un terzo) hanno cambiato “casacca” rispetto alle elezioni comunali di circa due anni fa. E non è detto che, tra un mese o due, prima delle prossime Provinciali, non ci saranno nuovi posizionamenti tra gli altri venti consiglieri. Solo allora conosceremo la vera geografia politica del Consiglio comunale, perché la situazione è ancora fluida e in movimento. Al momento possiamo solo dire, modificando appena una lettera di un vecchio proverbio napoletano che “cà nisciuno è fisso!”. Salvatore Cardone