A cura della Redazione
«Monaco nel Pd? Si dimetta prima!» Enzo Ascione, già assessore ai Lavori Pubblici per diversi anni, è stato nominato il mese scorso coordinatore cittadino del neonato Partito Democratico. Lo abbiamo intervistato per conoscere la linea politica che intenderà imprimere al Pd ma non possiamo esimerci dal chiedergli, come prima domanda, quello su cui si interrogano tutti i cittadini torresi: come affrontare e quando finirà l’emergenza rifiuti? «Nell’ultima direzione regionale del partito ho condiviso, con il segretario Tino Iannuzzi, che ora è il tempo delle responsabilità e delle scelte e che le proteste fine a se stesse non hanno uno sbocco - spiega Ascione . Occorre accelerare la pulizia delle città e non opporsi a soluzioni individuate sia dalla parte tecnica che da quella politica. Per quanto riguarda Torre purtroppo non siamo riusciti a trovare siti di stoccaggio provvisorio così come avevamo fatto con la prima e la seconda emergenza, depositando rifiuti nel capannone ex Deriver e in quello dell’ex Scac. Ora in queste due aree si sono insediati rispettivamente i cantieri Aprea e il polo ferroviario e quindi non ci sono più spazi per lo stoccaggio. L’unica soluzione la possiamo trovare solo a livello comprensoriale, facendo nel contempo partire nella nostra città, velocemente e totalmente, la raccolta differenziata». Come si è arrivati alla sua nomina a coordinatore torrese del Partito Democratico?«Dopo le primarie del 14 ottobre e la nascita del Pd, era prevista un’assemblea per il 23 dicembre che avrebbe dovuto eleggere un coordinamento cittadino attraverso la partecipazione di tutti coloro che hanno votato alle primarie. Purtroppo questa assemblea è slittata a data da definirsi. Nel frattempo i capigruppo di Margherita e Ds, per recuperare un vuoto politico, hanno ritenuto opportuno convocare tutti i delegati torresi eletti nell’assemblea regionale e nazionale e successivamente anche i capilista non eletti del nostro territorio, i quali si sono dati un minimo di struttura organizzativa, anche se provvisoria, per accompagnare il processo di radicamento e di formazione del Partito Democratico a Torre. Nell’attesa che vengano definite e chiarite le regole di formazione del gruppo dirigente locale, sono stato designato all’unanimità a coordinatore cittadino». Quale sarà il prossimo passo del coordinamento cittadino?«Innanzitutto quello di organizzare assemblee di ascolto inerenti ai temi che devono essere rappresentati dal Partito Democratico. A tal proposito vorrei sottolineare che una grande opportunità per Torre è rappresentata dal fatto che la scrittrice Carola Flauto è stata eletta a presidente della commissione politico-culturale regionale per elaborare la carta dei valori del Pd e la prima riunione di questa commissione si svolgerà proprio a Torre, il 28 gennaio, e avrà per tema la legalità e la sicurezza urbana». Cosa prevede in seguito l’agenda politica del Pd? «Innanzitutto l’elezione del capogruppo del Partito Democratico e poi la riunione di tutti i partiti della coalizione per riprendere il lavoro interrotto al momento della formazione della giunta Starita». Come intende lavorare per superare fratture e divisioni nel suo partito?«Il Pd è nato dalla fusione di due partiti fortemente divisi al loro interno ed è pura utopia pensare che tali frizioni si annullino automaticamente, senza mettere al centro della politica del nuovo partito il senso di responsabilità. Attualmente il Pd è composto da 14 consiglieri comunali che sanno di dover sostenere lealmente il sindaco Starita e l’amministrazione comunale. Nel contempo l’etica politica chiede atteggiamenti coerenti anche a chi è stato eletto in liste che non sostenevano il sindaco; a tal proposito è giusto che continuino a fare opposizione e che rappresentino partiti diversi da quelli che hanno sostenuto e sostengono Starita. Solo così si può affermare un nuovo corso della politica e si possono evitare gli errori del passato. Le faccio un esempio concreto e preciso: se il consigliere Monaco vuole aderire al Partito Democratico, anche in maniera critica, è opportuno che si dimetta dalla sua carica, in quanto è stato eletto con i voti del centrodestra, e poi potrà continuare la sua battaglia nel Pd come iscritto o come dirigente». E poi? «Leggo di continuo critiche alle amministrazioni precedenti e a questo proposito vorrei precisare che il sindaco Starita, pur rappresentando una novità in termini di impostazione amministrativa, costituisce sicuramente un elemento di continuità politica rispetto all’amministrazione Cucolo. E’ quindi un errore attaccare l’attività delle precedenti amministrazioni sulle quali si possano esprimere giudizi critici e severi, senza però mai dimenticare che gli sforzi che hanno compiuto sono stati in grado di mettere l’attuale amministrazione comunale nelle condizioni di poter realizzare opere programmate in passato. Ecco perchè non servono polemiche sterili, ma occorre determinare una svolta incisiva soprattutto in merito alla disillusione e al disimpegno che si sono impadroniti di tanti cittadini che oramai ritengono non più recuperabile la nostra città. Bisogna agire,perciò, sul senso di orgoglio, di riscatto e di dignità che tutti noi dobbiamo continuare ad avere». Quali punti programmatici ritiene che debbano essere prioritari per Torre? «I problemi di Torre sono tanti e farne un elenco sarebbe facile. E’ importante invece che dopo questi primi sei mesi di assestamento, l’amministrazione metta rapidamente mano a quelle opere che sono, e per il momento rimangono, un sogno: la bretella di collegamento porto-autostrade e il prolungamento di via dei Mille. Così come è fondamentale, ora che le opere di disinquinamento del Sarno sono state completate, recuperare il rapporto con il mare sia in termini turistico-balneari che in riferimento all’insediamento della nautica, in parte già avvenuto, definendo meglio tutta la programmazione che riguarda la riqualificazione complessiva della nostra fascia di costa». Un’ultima domanda. Accettando l’incarico di coordinatore cittadino del Pd, ha rinunciato definitivamente ad incarichi amministrativi che lei ha ricoperto per diversi anni? «Faccio politica con spirito di servizio, per cui ritengo che sia sbagliato occuparsi delle stesse cose per troppo tempo. E’ opportuno perciò chiedere alla politica anche nuovi stimoli ed io li ho trovati impegnandomi in maniera più propriamente politica all’interno degli organismi del nuovo Partito Democratico, sia a livello locale come coordinatore cittadino che a quello regionale come membro della direzione». SALVATORE CARDONE