A cura della Redazione
«Bisogna dare gambe alle parole» Carola Flauto è stata nominata presidente della Commissione Regionale per la stesura della Carta Politico Culturale del Partito Democratico. E´ un compito gravoso? «E’ un compito di grande responsabilità certamente, in qualità di donna impegnata per la prima volta all’interno di un partito che dovrebbe riscrivere la sua identità partendo dal coinvolgimento dei cittadini. Ed io mi sento tale: una semplice cittadina chiamata a svolgere un impegno civile, quello di coordinare i lavori di una commissione che ha il ruolo di stilare il programma politico-culturale del PD in Campania». I contenuti nascono dalla commissione? «Ci tengo a precisare che sarà un lavoro di gruppo dove le diversità di opinione saranno una risorsa per elaborare una sintesi che sia espressione dei bisogni e delle attese di tutti i cittadini dei territori. Come metodologia di lavoro abbiamo scelto quella dei forum locali. Fare in modo che i cittadini possano apportare il loro contributo al programma. Sarà aperto un forum sul sito del PD appunto per favorire questo scambio. Inoltre noi siamo tutti delegati eletti dalle primarie e durante le nostre campagne territoriali abbiamo parlato con ogni categoria sociale raccogliendo i bisogni e le attese diverse da territorio a territorio». Qual è il tema centrale della carta programmatica? Sembrerebbe ridondante ma è un tema purtroppo per noi, ancora in voga: lo sviluppo del Mezzogiorno. Gli assi portanti individuati sono risorse-innovazione e creatività. Sicuramente ci auspichiamo, per prima cosa, che il contenuto della carta sia trasformato in azione politica programmata e cercheremo di comunicarla alla gente in modo snello e semplice. I cittadini, così, saranno in grado di seguire i processi evolutivi delle azioni politiche. Una modalità partecipata della stesura della carta prima e durante». Ma scendendo nel concreto? «Di concreto? Interventi in tema di lotta alla criminalità organizzata e di politiche di prevenzione all’illegalità. Trasparenza ed etica della politica e degli enti istituzionali preposti. Ampliamento delle competenze alle Regioni cercando di promuovere un Federalismo solidale e cooperativo. Pensiamo al principio della sussidiarietà. Poi ci sono sul tavolo tutti i problemi gravi della nostra Regione. Il lavoro: cercare di dare risposte al futuro dei giovani perché non vadano via. L’ambiente, soluzioni vere al problema dei rifiuti e la cultura, unica risposta alla schiavitù del sud. Il recupero delle memorie di questa terra meravigliosa, seppellite sotto le macerie di una politica assistenziale. Rievocare le nostre vocazioni culturali: un turismo sostenibile che faccia parlare di noi all’estero come un luogo di valori territoriali ma anche etico-civili. Insomma una carta programmatica che trasformi i bisogni in diritti». Come si può veramente far diventare questa carta uno strumento attivo? La necessità più grande è recuperare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni: questa è la vera sfida democratica. Nel paese cresce sempre di più questa distonia. Un malessere sociale che fa paura e le coscienze devono destarsi dall’anestesia “delle armi di distrazione di massa”. La volontà politica spinta da cittadini informati, consapevoli e solidali è l’unico modo per dare gambe alle parole che scriveremo nel programma politico-culturale del PD». Torre Annunziata? E’ la mia città e mi batterò perché possa recuperare tutto il tempo perso, ma soprattutto possa riacquisire la dignità di cittadina che sorge in un luogo geograficamente strategico. Anzi, vorrei ricordare che la popolazione di questa città ha tanto da esprimere ed è dovere della politica lasciare che ciò avvenga nella maniera migliore possibile. Mi piacerebbe una rinascita attraverso l’azione attiva di tutte le forze sociali pulite che devono uscire allo scoperto. Vorrei che i giovani, le donne, le madri, si organizzassero per partecipare a questo percorso di ricostruzione. Non servono le monadi, né le divisioni, e neppure le critiche improduttive che si traducono in “inciucio”. C’è bisogno di cooperazione e solidarietà. Approfitto per ringraziare donne e uomini che hanno creduto in me alle primarie». Lei è una scrittrice. Sappiamo che, nonostante l’impegno politico, ha in cantiere un nuovo libro. Quali argomenti tratterà? «E’ una storia di adolescenti, scritta da adolescenti e ambientata nella nostra città». GIUSEPPE CHERVINO