A cura della Redazione
Difensore civico? Assente! Il 18 dicembre dell’anno scorso, esattamente un anno fa, è scaduto il mandato del primo difensore civico di Torre Annunziata, il prof. Salvatore Cardone (nella foto), e da allora questa carica è vacante. Secondo lo Statuto, è il Consiglio comunale che deve provvedere alla nomina, scegliendo il nuovo garante dei cittadini addirittura tra trenta aspiranti. Tra essi ci sono diversi “papabili” dal prestigioso curriculum e la scelta non sarà certamente facile. Oltre sei anni fa, nell’ottobre del 2001, fu eletto un docente delle scuole superiori, Salvatore Cardone, per il suo ventennale impegno nel sociale come sindacalista, ambientalista e giornalista. Prof. Cardone, secondo lei quali sono i criteri per la scelta del difensore civico? «E’ una prerogativa di esclusiva competenza del Consiglio comunale che, nella sua autonomia, stabilirà chi eleggere. Posso solo dire, sulla base della mia esperienza, quali caratteristiche è preferibile che abbia, dopo la sua elezione, il difensore civico. Sono essenzialmente due e cioè puntualità nell’incontro con i cittadini e perseveranza nel seguirne le istanze. Attuando un motto che alla prova dei fatti si è rivelato molto efficace: gutta cavat lapidem, la goccia scava la pietra». Quanti casi ha seguito nell’arco di cinque anni? «Sono stati 332, di cui 277 istanze presentate da cittadini e 55 iniziative autonome attivate direttamente da me. E il ventaglio degli interventi è stato molto ampio, interessando quasi tutti gli uffici del Comune e vari Enti esterni ad esso, in quanto sono intervenuto, tramite i difensori civici provinciale e regionale, anche in relazione a problematiche di competenza ad esempio dell’Inps, dell’Enel, della Gori, dell’Agenzia delle Entrate, ecc.. E i cittadini interessati sono stati oltre 1.700, anche se la platea era ancora più vasta in quanto molte istanze erano state presentate da comitati di quartiere, presidenti di associazioni o da gruppi di cittadini». Quali problemi le venivano segnalati?«Di tutto e di più. Da ritardi nell’erogazione di rimborsi, di contributi economici e di competenze professionali, pensi che decine di cittadini sono riusciti a recuperare somme dovute ma non ancora erogate per oltre 25 mila euro, al disbrigo di pratiche di acompagnamento e a richieste di accesso agli atti; da interventi igienico-sanitari alla manutenzione di strade, impianti elettrici, idrici e fognari; dall’installazione di segnaletica stradale alla sostituzione di contenitori di rifiuti deteriorati; dalla rimozione di autoveicoli abbandonati alla cattura e al ricovero di cani randagi pericolosi; da interventi a favore di scuole e di diversamente abili alla messa in sicurezza di un distributore di carburante in disuso o di immobili fatiscenti. Ma l’elenco che potrei farle è ancora lunghissimo...». Quali sono stati i più significativi? «Diversi. Il più eclatante è, secondo me, il caso di un cittadino ultraottantenne che attendeva da oltre quindici anni un consistente rimborso Irpef. Lo ha ottenuto in pochi mesi, con i relativi interessi. Anche altri due casi hanno riguardato cittadini ultraottantenni, nello specifico due donne, che aspettavano da anni il disbrigo delle loro pratiche di accompagnamento. Ma potrei citarle anche il caso di oltre 500 cittadini, e pensi che questa istanza era stata presentata solo da uno di essi, che si recavano a votare in sezioni elettorali lontane dal loro domicilio e che, grazie ad un verifica effettuata, e alla correzione di questa disfunzione, hanno potuto poi esprimere il diritto di voto in sezioni più vicine. O quello di un genitore separato che ha ottenuto il rispetto del suo diritto ad essere informato sulla vita scolastica dei propri figli, o di diversamente abili che hanno avuto la possibilità di parcheggiare la propria auto gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento, quando hanno trovato occupato il posto auto a loro riservato, così come previsto dalla circolare 434 del 13 giugno 2002 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti». Lei ha attivato anche delle campagne di difesa civica... «Sì, sono state tre mie iniziative: una sull’uso del casco, la seconda contro le tossicodipendenze e la terza sulla figura del difensore civico. Quest’ultima è consistita nella realizzazione di un vademecum, che i cittadini possono ritirare presso l’Ufficio del difensore civico, in cui si parla della storia della difesa civica, delle leggi che disciplinano questo istituto democratico, della presenza del difensore civico nelle varie realtà territoriali, dall’Europa al nostro Comune e, inoltre, dei tanti casi che ho seguito». ANTONIETTA GALISE