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La penna graffiante
Cosa succede a viale Mazzini?
Lunedi 10 Ottobre 2011 ore 0:45


Cosa succede a viale Mazzini?
Il controllo della destra berlusconiana sulla Rai è diventato ferreo, senza la benché minima considerazione degli interessi aziendali. Dopo che era stato letteralmente cacciato Mauro Masi dalla carica fondamentale di Direttore Generale della Rai, sembrava che il “controllo” si fosse allentato. La carica di diggì è quella più importante, perché è l’interfaccia tra Consiglio d’Amministrazione, eletto su basi rigidamente politico-partitiche, e quindi rispettosissimo delle volontà della maggioranza parlamentare, e la varie strutture operative; di fatto ne è la rappresentazione tecnica-operativa, il “braccio armato”. Il Masi, leccato e attentissimo al guardaroba e all’immagine personale, ma incompetente e scadente nella mediazione politica, si era fatto solo nemici: soprattutto nella parte politica, quella berlusconiana-pidiellina, che lo aveva scelto perché dimostrava, contemporaneamente, presunzione e insicurezza, iattanza e inconcludenza. Come nel caso clamoroso della telefonata in diretta da Michele Santoro, in cui lo diffidava a continuare la trasmissione sul caso Ruby (la minorenne escort papi-girl pseudo “nipotina di Mubarak”). Incalzato dalla decisa volontà del giornalista, che lo sfidava a dare una precisa direttiva di proibizione, si ritirò facendo una colossale figuraccia. Egli avrebbe voluto eseguire, come un fedele soldatino, con tutto il cuore, immediatamente, perinde ac cadaver (come i Gesuiti rispetto al Papa), le direttive di Silvione Nostro che, notoriamente, vede Santoro come il fumo negli occhi, ma proprio non ne azzeccava una. Dopo di lui, per linee aziendali, cioè senza far ricorsi a “espertoni” esterni, è assurta alla Direzione Generale Lorenza Lei, volto non conosciuto al pubblico, molto rispettato nell’Azienda; anzi: abbastanza prestigioso. Ha fatto tutta una lunga gavetta interna, benché anch’essa sponsorizzata dai partiti vecchi e/o nuovi. Come producer ha dimostrato capacità organizzative e tecnico-professionali, gestendo con efficacia i “Grandi Eventi” mediatici con protagonisti i Papi, Wojtila e Ratzinger; cattolica praticante e osservante, si era fatta apprezzare in Oltretevere (in Vaticano). E da qui era venuto perfino un cenno di annuenza sulla scelta, stante sempre la volontà di Silvio Nostro di “leccare” (compiacere) gli ambienti vaticani. Ma questa qui si è rivelata ben peggiore di Masi. Tanto lui era appariscente, quanto lei è ben lontana dalla frequentazione dei Salotti, della stampa, dei convegni, dei contatti pubblici con altre celebrities sedicenti manageriali; tanto lui dichiarava e precisava, quanto lei parlava e parla pochissimo, ma “fa” in maniera efficiente e silente. Così, ha portato a termine il “lavoro sporco” su Santoro, allontanandolo dalla Rai, anche se “consensualmente”, con il “gongolo felice” di Silvione Nostro. Ha operato un odioso e ipocrita traccheggiamento con Serena Dandini e il suo programma “Parla con me” (Rai 3), alla fine bocciandolo con la più stupida delle motivazioni. Ha cacciato Roberto Saviano, odiatissimo anch’esso dal Presidentone, e il suo “Vieni via con me”, spin off di “Chetempochefa” (Rai 3) che invece è rimasto. Da notare che nessuno di questi programmi, e ribadisco nessuno, andava male in termini di audience; anzi. Santoro coi suoi 5 milioni e passa di spettatori, e uno share ineguagliato, portava milioni di euro di pubblicità, con guadagni netti per l’azienda considerevoli. Il rapporto con quello che sarebbe dovuto divenire l’anti-Santoro, Gian Luigi Paragone, pompato e sponsorizzato dai leghisti, in audience e share era in un rapporto di uno a dieci. Il programma di Saviano, oltre a fare numeri da partita di calcio, ha vinto numerosi premi. La Dandini, che in seconda serata faceva numeri e share da prima, è stata cacciata, perché il suo è un format esterno all’Azienda, è della Fandango, nonostante che questa si sia offerta di tagliare le royalties dovute: si è invocato il chiagnazzaro (il pianto greco) delle ristrettezze di bilancio. Scusa ipocrita: perché intanto il programma ultramilionario di Fiorello su Rai 1 è tutto appaltato all’«esterno» Bibi Ballandi. La diggì Lei si sta comportando come quegli esponenti delle borghesie coloniali, dette compradore, dell’800, che difendevano gli interessi degli occupanti dicendo che quello di svendersi a questi era invece un imprescindibile interesse nazionale.
CICCIO CAPOZZI


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