A cura di Massimo Corcione
Torre Annunziata - La speranza è di realizzare gli auguri

Stavolta ne abbiamo ancora maggior bisogno. Gli auguri in queste feste che sono iniziate dovranno anche realizzarsi, senza restare un’inutile formula di maniera per chiudere o iniziare un saluto dovuto. Occorre che il meglio si materializzi, a Torre, in Italia e nel mondo.

Partiamo dall’uscio di casa: qui il rischio è interrompere una risalita che - vi assicuro - si vede a occhi chiusi. Diciamo che si sente, si avverte, diventa palpabile, un miglioramento reale insomma.  

E’ cambiato qualcosa nella nostra testa, merito della staffetta generazionale che in moltissimi casi ha prodotto esempi migliori di quelli che si paravano dinnanzi a noi, quarant’anni fa. Così si realizza l’evoluzione della specie, quella che a volte pareva essersi arrestata da queste parti. Sopportiamo le conseguenze di questi bruschi stop, dove si modificavano i modelli di comportamento, spesso privilegiando la furbizia sulla rettitudine.  

Sarà una primavera di grandi scelte, si eleggerà il Sindaco che sostituirà Giosuè Starita, e non sarà una passeggiata di salute. Innanzitutto per le dimensioni dei quotidiani affanni che Giosuè non ha mai invocato come alibi, ma che hanno perlomeno rallentato la corsa.

Rileggere solo la via crucis dell’ultimo anno: le storie di mille vicende hanno subito una serie di “frena e riparti” che neppure un gran premio di F1 sotto la pioggia torrenziale avrebbe potuto giustificare. La bretella che collegherà la zona portuale alle autostrade è solo l’ultimo esempio. Programmare sembra un verbo non coniugabile a queste latitudini. A Roma stanno anche peggio, quasi che la capitale maledetta coinvolga nei propri problemi endemici anche lo Stato intero. 

Ma non esistono poteri nascosti che condizionano la nostra vita; tutto è retto da uomini e donne che noi liberamente scegliamo, ma che pos-sono essere stati allevati da cattivi maestri. Ai candidati chiediamo conto dei loro professori, dei loro idoli, delle loro idee. 
Non risolveremo il rischio, ma almeno lo ridurremo fortemente.

Ecco perché abbiamo bisogno che gli auguri si realizzino, la speranza è che anche la realizzazione dipende da noi, dalla nostra forza di volontà. Quindi, basta volerlo. Tra poco saremo chiamati a votare, per il paese e per il Paese, per Torre e per l’Italia. Resta fuori il mondo, per quello forse aiuterà l’esempio. Auguri a tutti noi.