A cura della Redazione
Pastore e Staiano, onoriamo la memoria PASTORE E STAIANO, ONORIAMO LA MEMORIA DEI NOSTRI SIMBOLISe davvero Ë beato il popolo che non ha bisogno di eroi, per tutti Ë indispensabile avere punti di riferimento certi, esempi ai quali ispirarsi. Non serve neppure che siano santi, come si chiedeva un tempo. Lo stato di grazia Ë un punto di arrivo sempre pi˘ lontano quando la battaglia quotidiana per la sopravvivenza incattivisce sempre di pi˘. Ma i simboli no, quelli non tocchiamoli, temiamoceli stretti, onoriamone la memoria. Libera, la benemerita associazione contro tutte le mafie, ha consacrato líapertura del presidio di Torre Annunziata al ricordo di Raffaele Pastore e Gigi Staiano, due imprenditori condannati a morte dallíAnti-Stato senza che lo Stato offrisse giusta protezione. La loro ribellione, la loro volont‡ di non sottostare allíignobile ricatto rappresentano il simbolo di una ribellione civile ancora possibile, nonostante líassuefazione sia eternamente imperante. Eí un momento della rassegnazione che ci impedisce sempre di progredire: se siamo convinti che nulla si possa fare, non possiamo che finire sopraffatti. Michele Del Gaudio, líex magistrato chiamato a ispirare líattivit‡ del presidio, propone di ripartire da una giornata dedicata ai figli degli oppressori. Se il seme del cambiamento non comincia ad attecchire lÏ, tutto diventer‡ sempre pi˘ difficile di quanto naturalmente non lo sia gi‡. I simboli giusti servono anche a loro, finora vissuti coltivando altri miti, dispensatori di violenza. Líimpressione che esistano due mondi paralleli, retti da regole diverse, líabbiamo sempre avuta noi che qui siamo nati e cresciuti; ma abbiamo anche la certezza che nessuno (o quasi) abbia mai provato a sfondare il muro, a cercare di conquistare consenso dallíaltra parte. Non posso sapere se Libera e Michele Del Gaudio ci riusciranno, se verr‡ data loro la possibilit‡ almeno di tentare. Sono sicuro che ci proveranno, baster‡ non lasciarli soli. Il problema si pose ai tempi della maxi-retata che dette líillusione che la cupola camorristica fosse stata colpita e abbattuta. Il piccolo esercito di ragazzini lasciati fuori senza famiglia come sarebbero cresciuti? Quella domanda se la posero in pochi, ricordo tra i pochi monsignor Russo. Quei bambini sono diventati adolescenti, alcuni ora sono uomini: quanti sono usciti da quellíalveare senza dover pi˘ rispondere a quel padrone? Se Libera e le altre strutture (pubbliche e private) riuscissero a indirizzare verso la legalit‡ anche una minima parte di quellíumanit‡, sarebbe un gran successo. E la memoria dei nostri simboli sarebbe stata finalmente onorata. MASSIMO CORCIONE