A cura della Redazione
La ricostruzione di una città-cantiere Davvero saremo colpiti da improvviso benessere? A leggere le cifre che TorreSette pubblica su questo numero, è in arrivo una quantità di denaro pubblico che, se non servirà a ridisegnare la città, almeno dovrebbe bastare a rigenerarla. Non è poco, anzi è un’occasione unica che andrà gestita come finora forse non è mai stato fatto. Il tempo dell’assistenzialismo è finito, gli stessi fondi non potranno restar lì, inutilizzati, come è accaduto troppe altre volte. Anche perché di altre buone notizie non c’è traccia. L’emergenza-lavoro produce nuovi allarmi e soprattutto altri drammi familiari e - tanto per non farci mancar nulla - pure il Savoia sbatte Torre in prima pagina, non per altre vittorie, ma per lo strip tease imposto a Scarpa e Del Sorbo. Una questione di presunto onore violato che si trasforma in un disonore per l’intera comunità. Un episodio, solo l’ultimo di una serie di “prodezze” passate quasi sotto silenzio: gli schiaffi e le minacce all’amministratore e al vecchio allenatore, come le offese (familiari) a Cipriani sono stati momenti di una escalation insopportabile culminata nell’orribile show di domenica. Occorreranno anni perché cali l’oblio e anche la nostra memoria personale difficilmente cancellerà le ultime immagini che hanno fatto il giro della rete con quella targa che mai avremmo voluto leggere: Torre Annunziata. L’indignazione popolare è stata immediata, ma sapete quale sarà il primo effetto? Molti si allontaneranno dallo stadio, dal calcio, da una delle poche manifestazioni di massa che ancora resistono come appuntamento seriale. Il campo verrà tutto consegnato a chi ci ha umiliato senza avere alcun diritto a rappresentarci. Abbandonare le tribune, come abbandonare la strada per rinchiudersi in casa, è la peggior risposta che si possa dare. E’ la resa alla prepotenza. Ora proviamo a leggere il futuro; gli anni che verranno potranno trasformare la città in un cantiere. E’ tanto che non accade, i segni del degrado sono stati mostrati a tutta l’Italia dalle telecamere che hanno svelato quello che solo noi sapevamo: si vive in una condizione davvero marginale. Peggio sarebbe quasi impossibile, ma a crollare non sono solo i palazzi. Anche l’educazione, quella civica e non il galateo, è precipitata a livelli tanto bassi da far arrossire chi ancora crede che la convivenza si regga sulle regole e non sull’arbitrio. Questa ricostruzione sarà ben più difficile, non serviranno stanziamenti straordinari perché la civiltà non si compra. E nessuno potrà mai scipparcela. MASSIMO CORCIONE