A cura della Redazione
TorreSette celebra 10 anni di vita. Noi ci crediamo ancora! Che cosa sono dieci anni? Per noi un battito d’ali in una vita che s’allunga forse anche troppo, un miliardo di capelli diventati irrimediabilmente bianchi o miseramente dispersi, la splendida scoperta che per fare il bagno in un’acqua finalmente pulita puoi percorrere cinquanta metri e non centinaia di chilometri. Per un giornale dieci anni sono un pezzo di storia che in pochi riescono a scrivere, un diario di bordo di una traversata intensa e perigliosa soprattutto se la nave sulla quale viaggi è sensibile ai venti e alle correnti più di una vela di una barchetta per principianti. Torresette, quando l’avventura cominciò, fece una promessa a quanti sarebbero diventati i suoi lettori; avrebbe aiutato a capire, a interpretare i mille segni che fanno di una città complicata una realtà spesso incomprensibile perfino per chi qui, a Torre Annunziata, è nato, cresciuto, magari ha pure giurato di non tradirla mai per uno dei tanti finti paradisi che si propongono sul nostro cammino. Per lo meno Torresette ci avrebbe provato, avrebbe messo in gioco la credibilità di chi aveva accettato la scommessa di tentare l’esperienza di un nuovo giornale che si inseriva in una scia lunghissima: Il Semaforo, Il Gatto, Ennedue, Il Gazzettino Vesuviano, ovviamente La Voce della Provincia (45 anni per un primato diventato una sfida per tutti), Lo Strillone (movimento corale dal quale proviene parte di questa pattuglia) e altri ancora. L’elenco è a beneficio di chi allora non c’era e serve a onorare i sacrifici di quanti hanno raccontato la cronaca torrese. Oggi il foglio non basta più. Nessuno ha la pazienza di aspettare l’appuntamento. Vuole sapere, vuole dire la sua su tutto, sempre. Momenti di un dialogo che non tollera soste. Dieci anni fa Internet era una realtà conosciuta, ma ancora sottovalutata. Dieci anni dopo, la Rete è il punto di riferimento certo cui appellarsi: per conoscere l’indirizzo di un ristorante, il risultato di una partita o l’esito di una Giunta Comunale. Una schiavitù? No, una conquista per tutti, anche per Torresette che idealmente raduna i torresi sparsi a tutte le latitudini. Da centoventi mesi, da tremilaseicenotcinquanta giorni. La domanda alla quale da sempre si cerca risposta è la stessa: perché qui è tutto più difficile? Con infinite varianti: perché per realizzare un depuratore e per vederlo finalmente operante si devono aspettare quarant’anni? perché non si interviene subito per assecondare e rafforzare la riscoperta del mare come risorsa e ricchezza per le giovani generazioni? perché, in una delle rari oasi della raccolta differenziata, c’è ancora chi puntualmente riversa in strada i rifiuti di casa propria, infischiandosene del calendario comunale? perché si assiste inermi all’illusione della rinascita dei pastifici a Torre Annunziata, non stimolando e incentivando la reale produzione di pasta all’interno del territorio comunale? Le soluzioni a questo misteri di ordinaria quotidianità non devono calare dall’alto, ammesso che esista un Alto disposto a intervenire sui nostro problemi. Per migliorare molto possiamo fare da soli, cittadini e governanti. Magari insieme. Riferire questo miracolo sarebbe il sogno di chiunque - proprio come noi di Torresette - abbia scelto di fare informazione. Molto più delle polemiche di cortile per la politica e delle continue lamentazioni senza proposte che si ascoltano o si leggono sulle piazze, vere e virtuali. Esiste un mondo positivo che opera, lavora, aiuta, s’incazza ma non si arrende. Dieci anni dopo quel primo numero, ci crediamo ancora. MASSIMO CORCIONE