A cura della Redazione
Lavoro, non basta più fare la valigia Un’altra estate di attesa. Aspettando il nostro Godot. Non avrà la barba di Babbo Natale e non porterà regali fuori stagione. Basterebbe che ci restituisse un po’ di serenità sotto forma di sostegno per garantire la sopravvivenza. Non chiediamo ricchezze che non ci sono da alcuna parte, ma un po’ di lavoro sì. Mi capita abbastanza spesso di parlare con ragazzi che chiedono consigli, che aspettano la parola magica capace di restituire un po’ di ottimismo. Una volta, neppure tanti anni fa, era più facile: bastava dire di fare la valigia, lontano da casa qualche cosa avrebbero trovato. Ora non più: concorsi bloccati, avvisi pubblici diventati rarissime eccezioni a un silenzio tombale sulle offerte che lo Stato propone ai giovani aspiranti emigranti. Perfino il lavoro in affitto, quella che era diventata l’ultima frontiera prima della disperazione, ora di fatto langue in uno stato di paralisi quasi totale. La politica promette una rapida riforma della… riforma Fornero che fu peggio di una porta sbattuta in faccia a chi chiedeva di veder confermata almeno la propria precarietà. Facciano presto perché di tempo ne resta davvero poco e l’emergenza quotidiana minaccia di soffocare più di una generazione. Che dire, allora, ai nostri ragazzi? Nei momenti di difficoltà, e questo che stiamo vivendo non ha eguali nella memoria degli ultimi sessant’anni, occorre dar spazio alla fantasia. La storia di Antonio è un’iniezione di ottimismo: ha coniugato la sua passione per il web con la sua altrettanto straordinaria voglia di comunicare, trasformandole in lavoro e (piccola) impresa. Non un caso, ma un esempio che potrebbe generare emulazione in altri settori. Le statistiche sul commercio, che vedete commentate in questo numero di Torresette, potrebbero raccontare altre vicende positive, accanto a drammi che hanno azzerato decenni di vita familiare trascorsi in negozi e botteghe poi chiusi per crisi irreversibile. E Torresette puntualmente indagherà per testimoniare quanto sia dura la vita torrese, ma anche per dimostrare che la reazione sarà comunque premiata. L’estate qualche ispirazione potrebbe darla; non servono numeri svelati in sonno, ma idee vincenti e pensieri originali. Noi, nel frattempo, aspettiamo che lo Stato dia un segnale di risveglio, o un cenno di attenzione verso chi non ha più tempo per sognare. MASSIMO CORCIONE