A cura della Redazione
Un ritorno gradito, un regalo di Natale “Cerco casa in affitto a Torre Annunziata. Sono 40 anni che manco e vorrei poterci vivere una parte dell´anno per reintegrarmi”. Doveva essere solo un’inserzione pubblicata sul Muro di Torresette, e invece in poche parole racconta una bellissima storia di integrazione e di successo fondata su radici profonde che da Kuala Lumpur, Malesia, passando per Ginevra, Svizzera, riporta a Torre Annunziata. La città dove Pietro è nato e dove ora punta a tornare. Non è, questa, una mielosa novella di Natale impastata di nostalgia, ma un’occasione da sfruttare, un’idea che può aiutare i più giovani, soprattutto è un patrimonio di conoscenza da recuperare. Pietro, che di cognome fa Martucci, ha lasciato Torre dopo il diploma e dal 1973 ha lavorato per il Cern di Ginevra, il Centro di ricerca scientifica più prestigioso d’Europa. S’è occupato di sistemi di controllo, mantenendo solidi rapporti con le proprie origini: ha sempre tifato Savoia (niente dà meglio l’idea), è tornato a casa quando ha potuto ed è sempre stato convinto che noi torresi non dobbiamo scontare alcuna maledizione divina, essendo in gran parte artefici del nostro destino. Insomma è titolare di un pensiero positivo che potrebbe essere felicemente contagioso. La voglia di rientrare Pietro l’ha maturata lentamente, o forse l’ha sempre tenuta dentro e ora sta prepotentemente uscendo. L’ha persino confessata sul blog, a Beppe Severgnini, che l’ha eletta a esempio di volontà di controesodo covata dagli italiani da esportazione. Il passaggio dalla Malesia, dove Pietro ha (o aveva) scelto di vivere la nuova stagione della sua vita, a Torre Annunziata non sarà facile, ma la motivazione è fortissima se è arrivato a scrivere quell’annuncio. A Kuala Lumpur ha collaborato con una equipe di giovani medici che sfrutta l’informatica per diffondere assistenza e terapie; così penso a quante cose potrebbe fare per Torre Annunziata, trasferendo esperienze che potrebbero diventare ricchezza per tutti. Un regalo, non solo di Natale, che soprattutto i ragazzi torresi potrebbero apprezzare. La teoria del controesodo la proposi qualche anno fa; ero convinto – e lo sono ancora - che un flusso di ritorno aiuterebbe a ripopolare una comunità che in questi ultimi tempi assiste a una nuova fuga. Non penso a una città per vecchi, tutt’al più a una città per saggi. Pietro è uno dei tanti che potrebbero tornare. Non per raccontare com’eravamo, ma per costruire, insieme ai più giovani, come saremo. E’ la mia lettera a Babbo Natale: non esiste età alla quale non sia possibile scriverla. Auguri a tutti, per un 2013 che cancelli il peggior anno della nostra vita. MASSIMO CORCIONE (da TorreSette del 21 dicembre 2012)