A cura della Redazione
Vediamoci tutti e decidiamo cosa fare Che la festa cominci. Il 22 ottobre va onorato, come ogni ricorrenza familiare: serve a riunire tutti per un giorno, anche se per celebrarla ci siamo divisi in mille fazioni. Fa niente se ci sar‡ qualche lucina in meno a illuminarci e qualche stella in meno a cantare, magari in play back. Sar‡ una festa autarchica, come si conviene in periodi di austerity, in abbondanza ci siamo regalati solo le polemiche, ma in questo siamo maestri, mica dilettanti. Diciamo subito che líidea del Comitato deve sopravvivere, con tutte le rivisitazioni che la fretta nella costituzione puÚ sicuramente aver reso necessarie. Ma la Festa deve partire dal basso, dalla base, da tutti noi. E finiamola qui, per ora. Una riflessione, invece, vorrei farla sullíaltro caso del giorno, appena superato con la rinuncia della societ‡ che aveva proposto di utilizzare la banchina del Porto per caricare navi di eco balle, cioË di monnezza, come semplicisticamente (ed efficacemente) Ë stato tradotto. La mobilitazione popolare mi ha impressionato, resta il rimpianto che,se ci fosse stata altre volte, molti scempi sarebbero stati evitati. Ma, nei confronti del business rifiuti, líatteggiamento non puÚ essere pregiudiziale. Costituisce comunque una fonte di ricchezza e non solo per gli imprenditori. Inserirsi in questíaffare per una zona depressa come la nostra Ë uníipotesi che va affrontata, non rifiutata senza ragionarci su. Sono contro i ´noª a prescindere, altrimenti arriva qualcun altro a sfruttare líoccasione e a gestirla come punto di ripartenza per il rilancio di uníeconomia in agonia prolungata. Invece, pretendere la garanzia che ogni norma di sicurezza venga rispettata, che la salute sia onorata come bene primario inattaccabile, che le infrastrutture reggano il peso di una novit‡ sconvolgente per líequilibrio di territorio Ë un diritto al quale nessuno puÚ, nÈ deve rinunciare. Solo da qui si potr‡ cominciare una discussione se e quando altre ipotesi verranno sottoposte allíAmministrazione e alla citt‡ tutta. Chiudere gli occhi e opporsi a ogni novit‡ Ë líatteggiamento pi˘ improduttivo in assoluto. E noi abbiamo gi‡ vinto il Nobel per líimproduttivit‡ del territorio. Lo so, cíË poco da festeggiare, ma lunedÏ vediamoci tutti, guardiamoci in faccia e decidiamo che cosa fare di questa nostra Torre. MASSIMO CORCIONE