A cura della Redazione
Salviamo da soli le nostre ricchezze L’ultimo allarme arriva dal Cimitero: anche una chiesa può lentamente morire, se non si ferma la lenta erosione del tempo. Salviamo la Cappella Madre dal degrado, recuperiamo un luogo che fa parte della nostra storia, muta testimone del dolore individuale e collettivo, patrimonio della collettività torrese. Ha quasi un secolo e mezzo di vita, ha attraversato splendore e miserie della città. Ora è in uno stato indecoroso che offende tutti noi. E tutti noi dovremmo combattere per recuperarla a un prestigio ormai dimenticato. L’indignazione da sola non serve a nulla, organizzare una sottoscrizione tra chi può compiere un sacrificio per Torre Annunziata sarebbe un dovere civico, al di là delle responsabilità e dei doveri istituzionali. Lo stesso sentimento di indignazione l’ho provato, io come credo migliaia di torresi, facendo un giro tra le chiese principali, partendo dal Carmine, passando per l’Immacolata, arrivando al Santuario della Madonna della Neve, il luogo intorno al quale la comunità s’è formata. Un patrimonio misconosciuto ai più che va rivalutato soprattutto nella conoscenza. Nel mio ormai lontano passato da studente non ricordo mai una visita guidata con un professore di Storia dell’Arte. L’ignoranza nasce lì, in quell’età in cui tutto il sapere deve essere seminato. Per recuperare c’è tempo; per saldare comunque il debito che tutti noi abbiamo verso la città, pure. Ma anche un aiuto va programmato, finalizzato a un’organizzazione che riesca a centrare lo scopo. Stavolta l’appello non è a un’autorità (ancora assorda il silenzio del ministro Di Paola), ma ai torresi di buona volontà in possesso degli strumenti giusti: tempo e conoscenza. Proviamo a salvare da soli la nostra ricchezza. Confidare nell’aiuto che piove dall’alto è molto meno di un’illusione, tocca arrangiarci. Un piccolo sacrificio per un grande progetto.
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L’unico patrimonio che costantemente si rivaluta è il Savoia. Nel palmarés di un club che è stato vice campione d’Italia, anche una Coppa Italia regionale può avere un valore immenso, se arriva dopo anni di delusioni seguite alla fantastica promozione in serie B. Il prossimo appuntamento è davvero speciale: contro il Gladiator è in palio il ritorno nei campionati nazionali. La vittoria vale come restauro di un blasone che qualcuno aveva quasi distrutto e che un gruppo di volenterosi, sospinto dal favoloso pubblico torrese, sta tirando a lucido. Come un altro capolavoro da salvare. MASSIMO CORCIONE