A cura della Redazione
Signor ministro, venga a trovarci... Scusi, signor Ministro, se ci permettiamo di insistere, ma un cenno d’attenzione sarebbe graditissimo. Sappiamo quanto difficile sia la sfida che ha accettato il Governo al quale partecipa, comprendiamo anche che l’impressione della nostra insistenza possa farci somigliare ai tanti questuanti che sicuramente avranno già bussato ai solidi portoni del suo Ministero. Ma la situazione è davvero disperata e ogni giorno potrebbe aggravarsi. Parliamo di Torre Annunziata, ovviamente, la città che si onora di essere finita nelle sue note biografiche come luogo di nascita di un Ministro. Mercoledì è stato il trentunesimo anniversario di una grande tragedia, il terremoto che nell’80 azzerò molti paesi dell’Irpinia e della provincia di Salerno, lasciando segni profondi anche a Torre Annunziata. Ebbene, dappertutto quei segni sono stati cancellati, nuovi centri sono sorti, spesso trasformando borghi già fatiscenti in realtà funzionali e moderne. Da noi no, da noi siamo rimasti fermi a quella domenica sera. Da allora la popolazione s’è ridotta, declassando il comune tra quelli con meno di 50 mila abitanti, la fuga è stata di cervelli e di braccia, e l’impoverimento è stato costante. Per strada abbiamo perso un bel po’ di compagni, l’ultimo proprio mercoledì: Silvestro Di Maria, un medico-tifoso-giornalista che amava Torre Annunziata come moltissimi dei suoi concittadini. E la sua nomina l’aveva vissuta come un successo del Savoia. Non vogliamo angustiarla con suppliche lacrimevoli, signor Ministro, ma rinnovarLe l’invito a venirci a trovare. Basta che passi dalla casa che Le è stata affidata per dovere ministeriale: lo Spolettificio. Cominci da lì la sua nuova opera. E’ un militare di valore internazionale, ma soprattutto uomo di pace e di progresso. Ama anche l’arte, patrimonio che noi un po’ trascuriamo e certamente non valorizziamo: s’affezioni a un progetto che noi sommessamente le proponiamo, rivaluti la ricchezza di Torre Annunziata-Oplonti. Coinvolga anche il suo collega Ornaghi, ministro dei beni culturali che coniuga la patente da tecnico con un passato da professore. Finora i suoi predecessori raramente sono arrivati per dare buone notizie, di solito sono stati ambasciatori dello Stato dopo colpi ferali. Inverta la tendenza, ci regali un Natale diverso, senza promesse e con una piccola, concreta realizzazione. Non sarebbe un regalo, ma un risarcimento. Se ci fosse poi la dedica di un Ministro torrese, sarebbe il massimo. Ma non chiamiamolo sogno, quelli si spengono all’alba. MASSIMO CORCIONE