A cura della Redazione
Il mare pulito. Bene confiscato Scusate se insisto, ma un po’ di chiarezza s’impone sul tema più popolare della prossima stagione: come sarà l’estate torrese? E’ appena stata pubblicata la cartina d’Italia con tante bandiere blu piantate a segnalare il mare pulito: ebbene, per conoscenza diretta, vi garantisco che un bel po’ delle località oggi premiate solo qualche anno fa versavano in uno stato molto simile a quello della Marina del Sole, bellissima e affascinante denominazione paer un luogo che va totalmente rivalutato. A che punto è la storia del collettore? Nello stucchevole gioco del rimpallo delle responsabilità, tutto è finito nelle mani dei comuni di Boscotrecase e Torre Annunziata. Primo, insopportabile risultato di questa nuova stasi è l’impossibilità di montare il cavalcavia sull’autostrada che unirebbe le due parti di via Sepolcri. Presupposto e, insieme, disastrosa conseguenza, la mancata entrata in funzione del collettore che dovrebbe rendere finalmente l’acqua del nostro mare per lo meno filtrata. Alla fine la domanda è sempre la stessa: perché qui tutto è impossibile? Perché l’aspirazione a un litorale praticabile deve appartenere alla categoria delle imprese fantaburocratiche? Venendo al concreto: perché i cittadini della Liguria sono rientrati in possesso di una loro ricchezza (il mare pulito), mentre a noi quel bene resta sempre confiscato? Questo sarà un fine settimana dedicato alle elezioni amministrative: noi siamo alla finestra, ma le scelte degli altri finiranno per coinvolgerci, non fosse che per un fatto di umore che finirà per condizionare i nostri ragionamenti. Invece abbiamo bisogno di grande lucidità in vista dell’appuntamento del prossimo anno, quando saremo noi a dover scegliere. Ho letto con attenzione le riflessioni di Lello Ricciardi, grandissimo conoscitore delle logiche della politica e depositario di chi sa quanti segreti della vita pubblica torrese. Mi ha intrigato più la parte rivolta al futuro quando Ricciardi invoca “una procedura trasparente, democratica e di massa” per scegliere il candidato Sindaco e chiede che la possibile squadra di governo vada “in larga parte” preannunciata. Tutto sottoscrivibile, anzi addirittura invocato alla vigilia delle ultime amministrative, quando TorreSette apertamente parlò di primarie e di designazione popolare, concetti allora rifiutati perché al centro della scena c’erano i partiti e non le persone. Tanto per esser chiari: io non penso che le eventuali primarie avrebbero dato un esito diverso, Giosué Starita appariva come la faccia più credibile e avrebbe vinto. La grande novità sarebbe la proposizione di una squadra di Governo che indirettamente sarebbe stata approvata dagli elettori e quindi direttamente responsabilizzata. Questo particolare avrebbe fatto la differenza. Ma esiste davvero la voglia di cambiare? Abbiamo un’estate intera per discuterne. Stessa spiaggia, stesso mare. Purtroppo sta per rivincere la rassegnazione. MASSIMO CORCIONE