A cura della Redazione
Noi, impotenti davanti alla guerra di cifre Davanti ai soldi tutto si sfalda: le migliori amicizie, i rapporti tra ex coniugi, figurarsi le alleanze politiche. Avete visto formarsi un movimento trasversale dei presidenti di Regione, atterriti dalla prospettiva di vedere ridotti i propri fondi. La replica è arrivata attraverso Il Giornale e un’inchiesta sui fondi europei lasciati inutilizzati fino alla possibile revoca: un fiume di denaro che non si è riusciti a canalizzare verso la realizzazione di opere che pure erano state progettate, pubblicizzate, definite indifferibili. La Campania, manco a dirlo, è ai primi posti nella classifica. Potete pensarla come volete sugli schieramenti, e pure sulla stampa schierata, ma quelle cifre restano lì a certificare le occasioni perdute da una regione che viaggia con il passo del gambero. Tre miliardi e 865 milioni di euro lasciati fermi: quanto sarebbe bastato per cambiar faccia e soprattutto per generare quel movimento-volano per la piccola grande economia. Finiranno quei soldi tra qualche anno per rifare le litoranee della Spagna, le passeggiate in montagna della Germania, e rivaluteranno l’artigianato rurale della campagna francese. E noi resteremo a guardare, a protestare, a indignarci. Destra o sinistra non fa differenza, l’inefficienza non ha colore. La Campania ha speso il 3,2 per cento dei fondi a disposizione, ovviamente nessuno ha fatto meglio in questa classifica poco virtuosa. Tremonti ha chiamato cialtroni i protagonisti di queste non spese, ripescando un termine che sembrava desueto. L’intenzione era quella dichiarata di ribattere alle lamentele per i tagli, ne è venuta fuori l’ennesima polemica lessicale ma anche finanziaria. Possibile che siano davvero tutti cialtroni gli amministratori? Le definizioni sono spesso semplificazioni eccessive, le accuse sono state rispedite al mittente, contestando i tempi biblici attesi per le approvazioni nazionali ai progetti locali. Insomma burocrazia locale contro burocrazia centrale. In mezzo sempre noi, gli amministrati, impotenti davanti a guerre di cifre che non producono ricchezza ma nuova povertà. La nostra impotenza è confermata dalla situazione torrese: siamo ancora senza Giunta, come un paese senza governo. Quanto si può resistere? Non trovare un accordo che garantisca la sopravvivenza è delittuoso. Altro che cialtroneria. MASSIMO CORCIONE