A cura della Redazione
Ricompriamo il nostro futuro Che l’autunno sarebbe stato caldo l’avevano previsto tutti, da Giuliacci all’ultimo sindacalista. Ma stiamo esagerando. Il quadro politico nazionale non è mai stato tanto turbolento, quello locale (restringendo i confini a Torre Annunziata) lo è ancora di più, la situazione lavoro è addirittura catastrofica. Come se ne esce. Lasciamo stare la Grande Politica e concentriamoci nella nostra piazza. Possibile che un accordo stretto due mesi fa non resista alla prima prova? L’impressione, visto da lontano, è che quella frantumazione di interessi non possa mai essere composta. Il Pd non è un partito, ma una cooperativa di soci litigiosi, il resto della compagnia non riesce a trovarsi d’accordo neppure sul caffè lungo o ristretto. Figurarsi sul bilancio. E così, rieccoci alle richieste di aperture di tavolo (che brutta e incomprensibile espressione), alle verifiche di programma, alle ipotesi di rimpasto. Non so che cosa ne pensi il Sindaco, ma la voglia di continuare passerebbe a chiunque. Sta passando anche al presidente del tribunale. La tragica vicenda dell’avvocato morto per infarto in udienza ha segnato tutti, è saltato lo spirito di sopportazione che finora aveva permesso a tutti di tollerare una realtà comunque ai margini del possibile. Avvocati e magistrati, ma anche cancellieri e impiegati non ce la fanno più: proseguire così è difficile, un’impresa rispondere alla richiesta di giustizia che continua a partire dalla cittadinanza, dalla parte sana, pronta a rialzare la voce pure contro chi pensa di passare sempre sopra tutto, anche sopra il buonsenso che invece dovrebbe sempre guidare la navigazione durante l’eterno clima da tempesta. Il prossimo atto sarà la sospensione delle udienze, ennesimo appello rivolto al Centro perché qualcuno si accorga dell’emergenza. C’è una mobilitazione che va incoraggiata, quella per il depuratore, la vera svolta per la nostra vita e forse anche per la nostra asfittica economia. Una battaglia civile che va combattuta al di là delle divisioni di parte. Avremo la forza per farla? Ci sarà la voglia di trasformarla in una crociata per riconquistare una ricchezza, il mare, che ci è stata scippata? Siamo alle ultime occasioni, come negli ultimi giorni di vendite in saldo, stavolta è in vendita il nostro futuro. Ricompriamocelo. Il prezzo è modico: un po’ di impegno e tanta buona volontà. MASSIMO CORCIONE