A cura della Redazione
Premio Ippocampo rivolto al domani Sarà perché non m’era mai capitato di ricevere un premio alla carriera, sarà perché vedere dall’alto di un palco tanta gente che ti conosce da quando eri ragazzino ti fa sentire il peso del tempo, sarà perché quell’orizzonte fermato dalle luci della Costiera suscita sempre sentimenti forti, saranno state insieme tutte queste cose a caricarmi l’altra sera al Lido Azzurro. Ho avvertito la minaccia che il premio Ippocampo si risolvesse nell’ennesima celebrazione del passato (ormai) remoto, il modo peggiore per l’esordio di una manifestazione che nelle intenzioni dei suoi organizzatori si proietta invece verso il futuro. Ho parlato, un po’ enfaticamente, di anno zero, non perché volessi con un colpo di spugna cancellare la Storia di Torre Annunziata e delle sue favolosi estati anni 60, ma perché il ricordo spesso si trasforma in una gabbia che ti fa sentire prigioniero, incapace di toccare vette che sono diventate Mito. E’ questa la condizione che viviamo da troppi anni. Nel nuovo premio Ippocampo sono racchiusi invece segnali interessanti rivolti al domani. La freschezza di Marco Guida, arbitro che riporterà il calcio torrese in serie A, la straordinaria modernizzazione della melodia napoletana offerta nell’interpretazione di Gianni Conte, la freschezza espressiva racchiusa nei cortometraggi selezionati sono i simboli di una riscossa ancora agli inizi. E’ il nuovo che ha il diritto di avanzare senza essere frenato da paragoni con il passato. Il distacco da quel passato è ormai incolmabile, in mezzo c’è un buco nero che ha inghiottito talenti che mai sapremo quanto valessero. Maria Orsini ha aspettato la piena maturità prima di regalarci “Francesca e Nunziata”, un racconto di ieri che rappresenta il miglior manifesto per il cambiamento. Gea Martire (altro premio alla carriera), solo da qualche anno viene chiamata a recitare nella sua città, regalando emozioni che – ne sono certo – nel suo cuore si ingigantiscono scrutando tra il pubblico sguardi familiari. Anche il Lido Azzurro è cambiato, il viale delle palme è magnificamente tenuto, l’arenile si è ingrandito, con pochissima spesa potrebbe ospitare uno splendido anfiteatro con il mare a fare da sfondo, una quinta naturale che faticheresti a ricostruire virtualmente. Un’idea che deve essere venuta anche al Sindaco Starita e all’Assessore Elefante: solo dalla collaborazione tra pubblico e privato può arrivare lo stimolo a fare qualcosa di nuovo. L’importante è fare, cominciare ad agire, tutto poi è migliorabile, ogni dettaglio può essere limato. Ritrovarsi in tanti l’altra sera sulla spiaggia è stato bello e di questo dobbiamo riconoscere merito a chi ha organizzato il premio, rivalutando pure il cavalluccio marino, portentoso portafortuna un po’ troppo trascurato. Ma mettiamo fine ai paragoni: sarebbe come mettere a confronto Meazza e Kakà: noi rispettiamo Meazza, e attendiamo di trovare il nostro Kakà. MASSIMO CORCIONE