A cura della Redazione
Cambiare si può. Yes, we can! L’hanno subito tradotto alla romana: yes we can è diventato se po’ fa’. Dalle elezioni presidenziali americane alle nostre politiche lo slogan di Barack Obama è diventato prestissimo luogo comune. Frequentato da tutti per la straordinaria efficacia del messaggio che arriva a destinazione senza percorsi tortuosi. Chi sa quante volte l’ascolteremo nel corso di questa lunghissima campagna elettorale, troppo lunga perché i contendenti non debbano ripetere fino alla noia i loro propositi. Ma restringiamo ulteriormente il nostro orizzonte, limitiamolo ai confini di Torre Annunziata, perché è qui che corriamo i rischi maggiori. Il pericolo è di essere dimenticati, cancellati dalla lista delle priorità. E invece rappresentiamo una scadenza indifferibile, così come Napoli è una questione nazionale. Il tentativo di emarginarci è sotterraneo, più o meno quel che accade con i problemi difficilmente risolvibili. Meglio accantonarli, appare meno evidente la mancata soluzione. E invece si può risolverli. Senza bacchetta magica. Una strada la indica Michele Del Gaudio: l’ha descritta nella lettera al Vescovo che leggerete in questo numero di Torresette. Lo fa da osservatore esterno, ma straordinariamente partecipe: i mali di Torre sono lì, sotto gli occhi di tutti, eppure noi stessi a volte proviamo ad aggirarli. Oggi lo smaltimento della monnezza, sempre la ricerca del lavoro e della convivenza civile, spesso somigliano a obiettivi irraggiungibili, miraggi nel deserto. E invece cambiare si può. L’occasione per lanciare il suo appello, Michele Del Gaudio l’ha sfruttata nell’incontro al Teatro della Chiesa di San Francesco. Il suo non è una invocazione alla Chiesa, ma un grido pacato rivolto a tutti noi. Elenca le cose che non capiamo, le contraddizioni di una politica che si sofferma sul mezzo e perde di vista il fine generale, il bene di tutti. Cose che ciascuno di noi avrà pensato e detto cento, mille volte. Sentirsele ripetere, rinfacciare non avrà un effetto taumaturgico, non è una ricetta, ma ha il valore di un concentrato di idee da sottoporre alla riflessione popolare. Serve anche quella, soprattutto in momenti difficili. Basta leggere la corrispondenza affissa sul nostro muro virtuale. Troppo pessimismo, eccessiva rassegnazione, soprattutto divisioni: io credo che così si vada poco avanti. Ecco perché chiunque lanci un’idea merita rispetto e considerazione. Cambiare si può. MASSIMO CORCIONE DIRETTORE SKY SPORT