A cura della Redazione
I Senzarteneparte: e se in scena ti porto la follia come dilagare dei sogni? Pienone al Teatro Politeama di Torre Annunziata per la commedia “Due fori nel cappello”, portata in scena dalla compagnia “Senzarteneparte” per la regia di Domenico Orsini. Colpi di scena e personaggi stravaganti per una trama che nella sua comicità stimola la riflessione. La compagnia nasce nel 2004, quando gli ex alunni del laboratorio “Anita Sorrentino” del “Liceo Pitagora”, dopo il diploma, decidono di continuare il loro percorso artistico. I successi arrivano subito, fin dal 2005 con “Uomo e galantuomo” di Eduardo, seguono poi numerosi allestimenti. Nel 2010 l’attore Antonio Annunziata comincia la sua collaborazione con la compagnia, dirigendone gli spettacoli; il primo è “Premiata Pasticceria Bellavista” di Vincenzo Salemme, per il quale, Esmeraldo Napodano, vince il premio come migliore attore non protagonista nella rassegna amatoriale organizzata dal Teatro Augusteo di Napoli. Nel 2012, con “Johnny Belinda” di Elmer Harris, per la stessa rassegna Marella Solimeno ottiene il premio quale migliore attrice protagonista. Nel 2013 un nuovo successo, “La zia di Carlo” di Thomas. Quest’anno è la volta di “Due fori nel cappello”, il cui argomento centrale è la follia… ma cos’è in fondo la follia?! Forse il dilagare dei sogni, che ci allontana dalle piccolezze e dall’isteria del quotidiano consentendoci di viverlo con maggiore pacatezza? Forse chi è immune da follia non è poi tanto saggio quanto crede! Protagonista è un coniglio alto “un metro e ottanta abbondanti”, amico inseparabile ed invisibile di Elwoold che, con qualche bevutina e con la sua fertile fantasia, trova il modo di sfuggire alla sgradita realtà che lo circonda. Elwood, personaggio interpretato da un eccellente Michele Maria Gallo, di famiglia borghese americana, è ritenuto folle, specialmente dalla sorella Veta, portata in scena con grande arguzia e maestria dalla talentuosa Cinzia Calvanese. Veta cerca di ottenere la tutela del patrimonio di famiglia, così potrà allontanare Elwood e le sue ‘mal viste’ amicizie ed introdurre in società l’adorata figlia Myrtle, una spiritosa e efficace Rossana Carotenuto. Primario della clinica in cui cercano di rinchiudere Elwood è il prof. Chlumley, di cui è valido interprete Pasquale Nastri, uno dei fondatori della compagnia, che dà prova delle sue capacità interpretative affinate negli anni. Rossella Mascolo veste con convinzione i panni di Ruth, infermiera frizzantina e ammaliante che vive l’amore inespresso con il dr. Sanderson, l’ottimo e poliedrico Enrico Moretto. Bravi anche gli altri interpreti: Roberta Astarita, nel non facile ruolo dell’eccentrica moglie del prof Chlumley; Emilio Moretto, che ha saputo giostrarsi bene nei panni dell’avvocato Ipkis; Dario Telese, che ha ben disegnato il personaggio del tassista Lofgren. Una nota di merito al sempre bravissimo Esmeraldo Napodano, che oltre a vestire con maestria i panni del brutale infermiere Wilson, dà prova delle sue doti interpretative in un cammeo: la signora Chauvernet. Eccellente l’attenta e meticolosa la regia di Domenico Orsini, coadiuvato dal suo aiuto Simone Pappacena e dal geniale Mariano Corbi, mago di musiche ed effetti. Il regista ha dato vita ad uno spettacolo piacevole ed impeccabile, mai banale, condito da sue invenzioni, come le citazioni cinematografiche o l’indovinato cambio scena a vista. Bella la lineare e funzionale scenografia, scintillanti i costumi, tutto firmato dalla Napas Prj & MON. Il pubblico è esploso in chiusura in entusiastici e meritati applausi.