A cura della Redazione
I Matia Bazar a Trecase. Intervista alla cantante Silvia Mezzanotte Dulcis in fundo. Così si chiude “Vesuviando”, un progetto teso alla valorizzazione del territorio campano. Personalità di spicco del mondo dello spettacolo e della musica hanno abbracciato questa iniziativa, regalando gioia e forti emozioni a chi ha avuto la fortuna di partecipare. Dulcis in fundo, dicevo. Trecase ha ospitato, domenica 21 settembre, a chiusura dei festeggiamenti in onore del Patrono San Gennaro, i Matia Bazar. Quarant’anni di storia della musica italiana all’ombra del Vesuvio. Dodicimila le persone presenti, grande risposta di pubblico. Non manca più niente. I Matia Bazar non necessitano di presentazioni ma io voglio farlo ugualmente, perché certe emozioni meritano di essere descritte: la bandiera, il fondatore, Giancarlo Golzi, e fu così che la batteria prese vita. Sentirlo suonare ti fa comprendere il successo della band: dopo quarant’anni la stessa dedizione, la stessa grinta, lo stesso amore. Come un vero capitano. Piero Cassano, un nome una garanzia. Non solo musicista e talent scout di levatura internazionale, ma anche ottimo comunicatore. L’intesa che ha saputo creare con il pubblico non è un qualcosa comune a tutti. Fabio Perversi, l’artista riservato. Poche chiacchiere, spazio alla sua tastiera, con la quale ha incantato i presenti esibendosi con un pezzo improvvisato. Non solo tastiera, ma anche violino che si sposava alla perfezione con la voce di una fantastica Silvia Mezzanotte. Una voce potente, graffiante, che si fonde alla perfezione con la sua presenza scenica. Tante emozioni ha regalato ad un pubblico che non ha mai smesso di applaudirla, e che pendeva dalle sue labbra, e che lei ha saputo ripagare benissimo con una performance di alto livello. E così può iniziare a girare la macchina del tempo. Quarant’anni di carriera riassunti nella serata trecasese, dove i Matia si sono esibiti interpretando vari pezzi che li hanno resi celebri: come dimenticare “Vacanze Romane”, “Ed ancora ti sento”, “Solo tu”? E “questa grande storia d’amore”, che ha fatto ottenere loro il terzo posto a Sanremo nel 2000? "Brivido caldo", che è sempre fonte di grandi emozioni, "Messaggio d’amore", che stavolta li fece salire in cima al podio? Uno sguardo al passato senza dimenticare il presente: tra i brani più recenti "Conseguenza logica" (che da’ il nome all’ultimo album, uscito nel 2011) e "Sei tu", presentato a Sanremo 2012. All’ultimo album appartiene anche il brano “A piene mani” scritto da Piero Cassano e Massimiliano Pani, con cui i Matia Bazar hanno reso omaggio ad Aldo Stellita, componente del gruppo scomparso nel 1998. Brani finali e acclamatissimi dal pubblico “Cavallo bianco” e soprattutto “Stasera che sera”, che ha fatto scatenare la platea. Dopo lo spettacolo sono solo applausi. Tutti i fan si riversano dietro al palco per foto, autografi e saluti. E ringraziamenti soprattutto. Grazie per le emozioni che ci avete regalato, è la frase che più viene rivolta agli artisti. Con la speranza di incontrarsi nuovamente, per emozioni sempre nuove. Abbiamo avuto la fortuna di intervistare Silvia Mezzanotte, che con la sua voce tanto ha fatto sognare ad occhi aperti l’immensa folla accorsa a Trecase per l’occasione. «Il pubblico di Trecase mi ha commossa. Un fiume umano travolgente come uno tsunami. Raramente mi commuovo sul palco, perché sono sempre molto concentrata sulle difficoltà da affrontare... ma è stato così. Il territorio? Sì, se ne sente spesso parlare in termini negativi, ma un progetto come questo, che permette a migliaia di persone una aggregazione sotto l´ala protettrice del Vesuvio accompagnati dalle note degli artisti, non può che portare a galla le positività di questo territorio, di questa gente, che ha voglia di fare e di fare bene, che ha voglia di dare e di dare tanto per la terra nella quale vive». Cosa è la musica per i Matia Bazar? «La musica - prosegue la Mezzanotte - è l´aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, la coperta che ci riscalda d´inverno, gioia e sofferenza continua, sia nell´ascoltarla che nel farla». L’anno prossimo i Matia Bazar compiranno quarant’anni, e ci sarà una gradita sorpresa per tutti i fans. «Abbiamo in cantiere l´uscita di un dvd live - spiega la cantante - che comprenderà contenuti musicali e appunti di viaggio, un progetto molto divertente perché si possono scoprire aspetti privati del mondo Matia Bazar, che non vengono normalmente pubblicizzati...». Dal presente al futuro. Concerti, tournee, dove si esibirà la “ciurma” di capitan Giancarlo Golzi? «Il tour estivo è ormai agli sgoccioli, ma a novembre saremo in Russia per una tournee con tanti altri artisti italiani, nei più bei teatri delle città principali dell´ex Unione Sovietica». Ma fino a quando può andare avanti la storia dei Matia Bazar? «Chi può dirlo - sostiene la Mezzanotte -. Il nostro segreto è proprio non sederci sugli allori e rimetterci in gioco... Anche se l´Italia non riconosce grandi meriti agli artisti che hanno una storia, noi continuiamo imperterriti a scriverne nuove pagine». Già, l’Italia. Questo Paese di cui tanto male si parla a proposito di alcuni cantanti attuali non sempre apprezzati, che spingono il pubblico a restare ancorato ad un passato rassicurante. Non esistono più i cantanti di una volta? «Non e´ vero. Ci sono bravissimi autori poco riconosciuti - continua Silvia Mezzanotte -. Crisi discografica, superficialità dilagante, progetti usa e getta hanno fatto sì che si evolvessero soprattutto gli autori che perseguono questi obiettivi low cost anche nella musica. Lo spazio per quelli importanti, ahimè, si è molto ristretto». La domanda finale non poteva che riguardare lei, la voce, il sogno, la bellezza. Quanto può dare ancora Silvia Mezzanotte ai Matia Bazar? «Ormai credo che si possa dire che ci sia una identificazione totale del mio nome con il gruppo senza nulla togliere alle grandi voci che mi hanno preceduto. Io credo di avere ancora molto da esprimere, all´interno del gruppo e anche al di fuori di esso. Anzi ho una convinzione precisa: tutti e quattro abbiamo identità personali e progetti privati, che costruiamo e coltiviamo per poi condividerli all´interno del gruppo, apportando sempre novità e linfa vitale. Anche questo è uno dei nostri segreti». Condivisione e continua innovazione, ecco il segreto di un successo che dura da decenni. Dal passato, quel lontano 1975, al presente, i giorni nostri. E la storia continua… ANTONIO DE ROSA