A cura della Redazione
Emergenza agli scavi di Pompei, incontro al Ministero. Le decisioni adottate "La riunione di questa mattina è stata molto utile. Sono qui da una settimana e ce la sto mettendo tutta ed ho ben chiaro che gli occhi della comunità internazionale sono puntati su quello che riusciremo a fare a Pompei. La riunione di oggi non ha prodotto annunci ma ha sbloccato concretamente molte misure che metteranno la macchina in condizione di funzionare. Abbiamo inoltre aperto alla collaborazione dei privati, in questo caso Selex e Telespazio che contribuiranno al progetto Pompei con atti di liberalità. Per tutte queste ragioni il commissario europeo Hahn può avere la certezza che lo Stato italiano si sta prendendo cura di Pompei sia per l’emergenza che per la prospettiva". Lo ha dichiarato il ministro dei Beni e Attività culturali Dario Franceschini, al termine del ravolo straordinario convocato presso il Ministero per affrontare il problema dei recenti crolli avvenuti nel sito archeologico di Pompei. La priorità, adesso, è mandare sul posto una squadra di muratori, specializzati per chiudere le falle nelle mura antiche che con le piogge si possono estendere. Alla riunione hanno partecipato il neo soprintendente Osanna, il direttore generale delle antichità, Malnati, il direttore generale ed il vicedirettore del Grande Progetto Pompei, Nistri e Magani; il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, Angelini; il capo dell’ufficio legislativo del Mibact, Carpentieri, e D’Andrea in rappresentanza del segretario generale del Ministero. Dopo la presentazione di una relazione dettagliata sulle cause di crolli e distacchi, sono state assunte iniziative urgenti con operatività immediata: avvio delle procedure per gli interventi di ‘somma urgenza’; stanziamento di 2 milioni di euro per interventi di manutenzione ordinaria; immediato insediamento di Massimo Osanna sulla poltrona di soprintendente archeologo per Pompei, Ercolano e Stabia; pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea del bando per il Piano Operativo della conoscenza (8,2 milioni di euro). A ciò si aggiunge il vaglio urgente delle proposte relative al sistema informativo geografico di Pompei (500 mila euro) che serve alla programmazione della messa in sicurezza. Ed ancota, l´inizio, dopo l’avvenuta consegna del cantiere, dei lavori di consolidamento idrogeologico dell’area degli scavi di Pompei contigua a quella non scavata, interessata nel novembre 2010 dal crollo della Schola armaturarum. Nomina immediata delle 20 unità di personale della Pubblica Amministrazione per lo staff del Direttore generale di progetto. Individuazione di altri 10 tecnici per la costituzione dell’Unità Grande Pompei. La definizione di una convenzione tra Mibact e Finmeccanica per la fornitura di servizi e tecnologie sperimentali di rilevamento satellitare del rischio idrogeologico, migliorare l’ operatività del personale addetto al sito archeologico, integrare il suo monitoraggio con smart app per coinvolgere i visitatori nella tempestiva segnalazione di criticità dentro l’area archeologica. Nel corso della riunione, il ministro Franceschini si è sentito telefonicamente con il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, concordando sulla necessità dell’immediato insediamento del consiglio d’amministrazione della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia. Alla fine, se da un lato appare chiaro che il tavolo tecnico convocato da Franceschini ha preso atto che le urgenze di Pompei devono indurre a tagliare procedure burocratiche che ritardano gli interventi, dall’altro si indugia ancora nell’individuare una task force operativa con esecutività immediata. Si potrebbe risolvere con una decina di assunzioni o con un appalto extra di manutenzione ordinaria. Restano risibili, inoltre, alcune risoluzioni come quella di impegnare i visitatori nei controlli della staticità di mura antiche per sopperire all’atavica carenza di custodi. MARIO CARDONE Twitter:@mariocardone2