A cura della Redazione
Muffe e umidità alla biblioteca comunale, a rischio capolavori secolari La lettura dei libri. Per alcuni una passione. Altri sono spinti a farlo per motivi di studio ed apprendimento. Qualunque sia la motivazione, è quantomai risaputo che leggere aiuta a tenersi in forma... con la mente, e ad ampliare i propri orizzonti conoscitivi. E quale luogo migliore in cui trascorrere il proprio tempo (magari anche quello libero) se non la biblioteca? Un vero e proprio “magazzino” del sapere e dell’intrattenimento, in cui potersi rilassare immersi completamente nello straordinario mondo dei libri. A Torre Annunziata, la Biblioteca comunale è a disposizione dei cittadini cinque giorni a settimana. Dal lunedì al venerdì. Ha oltre un secolo di storia. Nasce, infatti, nel 1907 ed è intitolata ad Ernesto Cesàro, torrese illustre e matematico di fama europea morto nel 1906. All’epoca, contava circa duemila volumi, gran parte dei quali provenienti dalla Biblioteca dei Padri Alcantarini. Attualmente, i suoi scaffali sono riempiti da 13 mila testi, e vanta un «fondo antico» caratterizzato dalla presenza di 1.600 opere. Possiede, inoltre, sezioni dedicate a periodici e riviste, circa una ventina, a materiale audiovisivo di vario genere, principalmente storico, a ragazzi, a donne. Particolarmente significativa è, poi, la sezione di “storia locale”, in cui è possibile consultare testi inerenti la storia della città. Il patrimonio più importante è, però, rappresentato dai volumi che compongono il «fondo antico». Quest’ultimo conta un incunabolo (“nome dato ai primi prodotti della tiipografia, dalle origini al 1500, detti anche quattrocentine”, secondo la definizione fornita dalla Enciclopedia Treccani), 67 cinquecentine, 255 seicentine e circa 1.200 opere di pregio del Settecento e dell’Ottocento. Si tratta di volumi dal valore inestimabile, i più antichi hanno oltre seicento anni. Molti, i più deteriorati, sono stati anche restaurati recentemente. E, purtroppo, a tal riguardo iniziano a sorgere le prime note negative. Questi testi, infatti, sono custoditi in ambienti non idonei, né sul piano della sicurezza né dal punto di vista della conservazione. I locali che ospitano la Biblioteca, nei pressi di Palazzo Criscuolo, sono umidi e sul soffitto si formano funghi e muffa, elementi che di certo non contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio librario. Il rischio è che le opere, specialmente quelle più antiche, possano deteriorarsi ed andare perdute per sempre. Gli undici dipendenti sono persone davvero speciali. Trattano i libri come fossero loro figli. Spesso, però, sono costretti a lavorare in condizioni davvero difficili. «La carenza di risorse economiche non consente di acquistare nuovi testi ed ampliare l’offerta - spiegano -. Mancano iniziative di spessore, come ad esempio quella di allestire una mostra dei nostri testi antichi, che sono di grande pregio. Ne consegue che la Biblioteca è sottoutilizzata. Noi stessi ci sentiamo ridimensionati nel nostro ruolo, potremmo fare molto di più se solo avessimo i fondi necessari a rendere ancor più fruibile il servizio». Altro problema, sempre derivante alla scarsità di risorse, è legato agli orari di apertura. In particolare, gli studenti, che costituiscono, insieme ad appassionati di storia locale, una buona fetta dell’utenza, sono spesso impossibilitati a frequentare la biblioteca. Il servizio, infatti, è attivo cinque giorni a settimana: dalle ore 9 alle 12, e dalle 14.30 alle 18.30 il lunedì, mercoledì e venerdì; dalle ore 9 alle 12, e dalle 15 alle 17 il martedì e giovedì. Ciò significa, dunque, che se i ragazzi terminano di studiare dopo le 18.30 nei giorni dispari, e dopo le 17 nei giorni pari, non possono recarsi in biblioteca. Magari sarebbe più opportuno ridurre l’orario di apertura al mattino, considerando che sono a scuola, ed estendere quello pomeridiano. In tal modo i giovani potrebbero frequentare la biblioteca anche in orari, per così dire, non scolastici. «Purtroppo - dicono ancora i dipendenti - la scarsità di fondi non consente di effettuare la turnazione del personale, tale da garantire l’apertura estesa della biblioteca». A ridurre ulteriormente la presenza di cittadini-utenti è stato, poi, l’avvento di internet. «Ormai è venuto meno il ruolo della biblioteca come luogo di ricerca», affermano i dipendenti. E, suo malgrado, anche la biblioteca comunale si è adeguata alla società 2.0. E’ presente, infatti, su Facebook ed offre la possibilità di chiedere suggerimenti al bibliotecario sui testi da leggere, scrivendo una mail all’indirizzo lalunaeifaloo@libero.it, e di consultare sempre on line il catalogo dei volumi disponibili. Nonostante ciò, l’impegno del personale è encomiabile. Ed è incentrato sulla necessità di diffondere la pratica della (buona) lettura in una città in cui non c’è neanche una libreria. In estate ha riscosso grande successo “Un mare di libri”, iniziativa che prevedeva il prestito dei volumi direttamente sulla spiaggia. Un modo per rilassarsi al sole sfogliando un buon libro. In definitiva, basterebbe forse un po’ più di buon senso da parte dell’Amministrazione comunale nell’indirizzare maggiori risorse verso un servizio che ha potenzialità enormi che, tuttavia, restano inespresse. Magari qualcuno ai “piani alti” della politica locale potrebbe tenere a mente quanto asseriva lo scrittore Michel Houellebecq: «Vivere senza leggere è pericoloso. Ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi». Non a caso, la citazione compare proprio sulla brochure di presentazione della Biblioteca comunale “Ernesto Cesàro”. DOMENICO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette dell´8 novembre 2013)