A cura della Redazione
C.mare di Stabia. "Nel segno di Partenope" alla Reggia di Quisisana “Con il vostro concerto ci avete fatto sentire orgogliosi di essere napoletani”. Dichiarazione del sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, che ha promesso alla vasta platea di pubblico dal palato fine altre serate musicali come quella di mercoledì 28 agosto che ha visto in scena tre protagonisti eccellenti ella scuola del Maestro De Simone nella cornice emozionante del parco della Reggia di Quisisana, antica dimora borbonica recuperata alla fruizione della società civile. Sul palco Marina Bruno, talento locale (non è l’unico) della migliore tradizione canora partenopea. Insieme a lei si è esibito Giovanni Mauriello, vera e propria icona dell’opera popolare del Maestro Roberto De Simone, ispirata ai temi a suoni e i ritmi del 700 musicale napoletano, ed Elisabetta D’Acunzo, altro talento vesuviano emerso nella terza edizione de “La gatta cenerentola”. Alla fine del concerto entusiasmo e calore del pubblico si sono fatti sentire. Un’ovazione corale ha coronato la conclusione di uno spettacolo di musica dal vivo, danza e canto di alto profilo. L’esibizione dei tre artisti è stata appassionata. Mauriello, più di quaranta anni sul palco dei teatri e nella piazze del mondo intero, saltella ancora. E’ rimasto giovane nello spirito il “munaciello”, frutto della fantasia di De Simone. Autore che attinge la penna nel sentimento dell’autentica cultura meridionale uando con le sue tarantelle testimonia la storia di un popolo meridionale, spesso sottomesso nel corso dei secoli, ma mai domo. Il repertorio della serata ha spaziato dai classici napoletani (Io´ te vurria vasà´, Canzone appassiunata, Passione...) eseguiti da Marina Bruno in apertura. Successivamente i "classici" della tradizione popolare ( Lu Guarracino, Italiella...) cantati e ballati dalla stessa Marina Bruno insieme al guizzante Giovanni Mauriello e ad Elisabetta D´Acunzo. trio talentuoso ed affiatato che si è imposto all’ammirazione del folto pubblico. In conclusione l’esecuzione dei brani storici della NCCP, come "Uno, doje e tre", "Pe dispietto", "Medina". Non poteva mancare un omaggio a Raffaele Viviani ("´A rumba de´ scugnizzi"). Molto applauditi perché cari al sentimento popolare i brani tratti da "La Gatta Cenerentola" terza edizione che insieme alla conferma allo storico Mauriello, vera e propria colonna portante dell’opera di De Simone nelle vesti del personaggio "munaciello"-"femminiello" ha imposto all’attenzione dei critici le voci della stabiese Bruno, nel ruolo di Cenerentola, e della torrese D´Acunzo, in quello della cameriera (secondo atto) e una delle lavandaie della mitica “ballata delle lavandaie” del terzo atto. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2