A cura della Redazione
I sogni di plastica di Imma Borrelli Nel corso di una manifestazione al Liceo Pitagora, Imma Borrelli, la giovane figlia di Paolo (immaturamente scomparso di recente), giornalista ed amico sincero di tutti i suoi colleghi torresi, ci ha fatto dono di un’opera poetica di cui è autrice. I “Sogni di plastica” (edito da Book Sprint) - come recita la presentazione - “sono i nostri sogni, quelli che possono diventare materiali, concreti, e che possiamo riciclare e rendere nuovi con forme e colori differenti”. Abbiamo letto il volume con attenzione, ci siamo accorti che la giovane poetessa è una artista dalle profonde riflessioni, la quale mette il cuore nei suoi componimenti poetici, traendone, a nostro avviso, un testo dalla impostazione semplice, ma solida, nonostante la sua giovane età (è nata nel 1988). Il libro della Borrelli è un modo di spiegare la vita con una magica ed espressiva scrittura in versi, di raccontare l’amore, l’anelito di fermare il tempo, svegliare gli istinti sotto le stelle (complice la luna), fantasticare nel buio della notte, gioire di un bacio sotto la pioggia, ricercare certezze. Nelle sue poesie si interessa a tutto: alle tenerezze paterne (il libro è dedicato al padre), al narrare, al descrivere, al vagare deliziosamente con la fantasia, al comprendere le cose che si amano e quelle che si ricusano. A nostro avviso, Imma è una ragazza che, entrata nel mondo e, colpita da tante sorprese, le traduce in versi, librandosi in piacevoli voli “pindarici”. Ci piace citare alcune sue riflessioni che a noi sono piaciute parecchio, quali il richiamo al miracolo della natura, la meraviglia del chiaro di luna, il meditare sul trascorrere del tempo. Nella bella poesia che dedica al padre, esprime il grande amore per Lui, dicendo, tra l’altro, “se potessi dare un colore al vero amore/ sceglierei il verde come gli occhi tuoi/, se potessi valutare la forza dell’amore penserei al tuo abbraccio”. Nel curriculum dell’autrice rileviamo la passione per l’arte e per la musica, nonché per la lettura, che l’ha portata a dedicarsi ai racconti per bambini. Durante il suo percorso liceale, si è poi rivolta proficuamente alla poesia. FEDERICO ORSINI Dal settimanale TorreSette del 18 maggio 2012