A cura della Redazione
L´attrice torrese Gea Martire e l´omaggio ad Annibale Ruccello Tre grandi attrici, di cui una di Torre Annunziata, per un´opera teatrale di elevato spessore. La torrese Gea Martire (nella foto), Rosaria De Cicco e Imma Villa saranno protagoniste del Festival Ethnos che si svolgerà il 3 e 4 marzo presso l´Ethnos Club di via Nazionale a Torre del Greco (zona Leopardi), promosso dall´associaizone "La Bazzarra" di Torre del Greco. Le tre donne renderanno omaggio ad Annibale Ruccello con la rappresentazione di un estratto di "Quattro mamme a scelta", con i testi di Alessio Arena, Massimiliano Palmese, Massimiliano Virgilio. Il progetto nasce da un´idea di Massimiliano Palmese e vede la partecipazione del regista Roberto Azzurro. Una donna del popolo che filosofeggia sulla maternità rivelando alla figlia le sue difficili esperienze (Rosaria de Cicco ne “Il fatto più bello” di Massimiliano Virgilio); una matta rinchiusa nel carcere di Pozzuoli e abbarbicata su un albero di arance che crede suo figlio (Gea Martire in “Sciore Arancia” di Alessio Arena); il fantasma di Vincenzina, che ritorna dall’aldilà per annunciare al figlio il futuro dell’Italia (Imma Villa ne “La Pocalisse” di Massimiliano Palmese): queste le mamme che omaggiano le protagoniste di “Mamma - Piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello. Lo spettacolo, nella sua versione integrale, ha debuttato al festival "Settembre al Borgo" di Casertavecchia con la regia di Roberto Azzurro. I testi sono stati raccolti in un libro che ha inaugurato la collana teatrale delle nuove edizioni Caracò (http://caraco.it/anteprime/quattromamme/). «Molti attori e attrici della mia generazione - spiega Roberto Azzurro -si sono profondamente avventurati nell’universo di Annibale Ruccello, altri lo hanno solo sfiorato. Di certo risentiamo tutti, anche quelli che non lo hanno mai interpretato, delle espressive atmosfere del suo teatro. Le attrici che ci condurranno fra le righe e le emozioni di quattro nuovi autori, pur essendo ben use alla drammaturgia contemporanea, si collocano in questo percorso di “mamme” in modo alquanto virginale, e tenteranno – in maniera speriamo inedita – l’approccio a un teatro fatto solo di voci e di suoni. Nell’intraprendere quest’impresa che omaggia un meraviglioso artista - prosegue Azzurrro -, mi sono subito sentito orgoglioso ma allo stesso tempo impaurito, visto lo spostamento d’aria che provoca il solo accostare il proprio operato artistico a quello di Ruccello, che qui però ci permettiamo di presentare come ispiratore e sollecitatore, quasi nume tutelare. Il tratto comune tra queste mamme e quelle ormai storiche di Ruccello risiede, a mio parere, nel fattore che unisce indissolubilmente, in una miscela imprescindibile, tragedia e commedia». «Sono consapevole dell’ardua impresa di far rivivere sulla scena altre “mamme” - dichiara MAssimiliano Plamese -, dopo quelle profetiche figure materne disegnate con una straordinaria lingua da Annibale Ruccello negli anni Ottanta. Ho per questo coinvolto nel progetto giovani autori piuttosto diversi tra loro, perché fosse chiara l’idea di partenza del lavoro: più che calchi degli originali, le nuove “mamme” dovevano essere l’occasione per un’indagine sull’influenza che il drammaturgo stabiese continua ad avere sulle nuove generazioni di scrittori. Così, dal mix delle più diverse suggestioni ruccelliane con le nostre personali ossessioni di autori, sono nate queste “mamme scelte a caso”, personaggi che cercano la propria ragion d’essere solo in se stesse e nella lingua che parlano: un dialetto con suggestioni pop (“Il fatto più bello”) o il lirismo di una lingua napoletana che si fa canzone e poesia (“Sciore Arancia”), fino allo sparigliamento di cultura “bassa” e cultura “alta”, tra proverbi popolari e l’Apocalisse di san Giovanni (“La Pocalisse”). Forse, rispetto agli anni Ottanta, quello che oggi emerge di “nuovo” da questi testi è una visione del presente ancora più disastrosa, con l’azzeramento di ogni orizzonte di speranza e - conclude Palmese - la diffusa consapevolezza di abitare un mondo ormai giunto al capolinea». Gli spettacoli avranno inizio sabto 3 marzo alle ore 21 e domenica 4 marzo alle ore 19,30. Per info e prenotazioni: tel. 081.882.39.78 - 328.15.67.185 - www.labazzarra.com.