A cura della Redazione
"Terra di Miele", un romanzo avvincente e coinvolgente “Terra di miele” è un libro che probabilmente non avrei mai letto se non fossi stato iscritto a Facebook. E’ qui, infatti, che ho fatto “amicizia” con Elena Gaddi (nella foto), l’autrice del romanzo, una giovane donna bolognese. Una bella storia d’amore che ha origine in Italia, oltrepassa i confini in Bosnia e trova il suo epilogo in Afganistan. Il romanzo è avvincente e coinvolgente, e vede come protagonisti Miky, volontaria di un’associazione che si occupa di bambini bosniaci, e Gabri, un uomo dai due volti: enigmatico e passionale nella prima parte del libro, forte, deciso e protettivo nella seconda. Un uomo perfetto, come lo descrive la stessa autrice nell’intervista che segue. Un romanzo godibile che si legge in un sol fiato e che crea quel giusto pathos che porta ad apprezzare ancor di più lo scorrere degli eventi. Per i cultori della forma, forse nella stesura del libro andava posta una maggiore attenzione nell’editing del testo; ma essendo questo il romanzo di esordio di Elena Gaddi, tale “imperfezione” è perdonabilissima. “Terra di miele” è promosso a pieni voti e se ne consiglia la lettura. L’INTERVISTA ALL´AUTRICE Come nasce Terra di Miele? «Sicuramente dalla mia voglia di scrivere e da una serie di emozioni che alcune esperienze di vita mi hanno lasciato». Quindi è un romanzo autobiografico? «Io credo che difficilmente uno scrittore possa scrivere senza prendere spunto dalla propria realtà, dai sentimenti che prova, da un’immagine che resta impressa nella mente, da un sogno che lascia scossi e che non si dimentica negli anni, da una persona che si conosce, o magari no, la si incontra casualmente, ma che lascia dentro qualcosa da voler raccontare. No, il mio romanzo non è autobiografico, ma sicuramente all’interno ha sprazzi di vita mia vissuta, che ho forse saputo prendere e rimescolare alla fantasia». Anche i personaggi sono dunque frutto della fantasia? «I miei personaggi... Io amo i miei personaggi! Miky, voglio dire... magari io fossi Miky, con quel suo spirito, quella sua capacità di non abbattersi mai di fronte a niente e di affrontare di petto ogni esperienza di vita. E poi Gabri… Gabri è l’uomo perfetto. “Lui è sempre più meraviglioso”, mi dicevano alcune amiche leggendo il libro. “Sfido io”, rispondevo loro, “me lo sono creata esattamente come lo volevo!”». Il romanzo è ambientato in Bosnia e Afghanistan, conosce queste realtà? «Si, in Bosnia ho incontrato persone meravigliose che la vita me l’hanno cambiata veramente, forse per questo ho sentito il bisogno di scrivere di questo Paese. Ma non volevo semplicemente documentare quello che ho visto, così ci ho ricamato sopra una favolina, la romantica storia d’amore che in fin dei conti piace perché ci fa sognare». E come si è giunti in Afghanistan? «L’Afghanistan è un paese che ho conosciuto per mezzo di persone che ci hanno vissuto per un periodo più o meno lungo della propria vita. Era da qualche anno che ero affascinata da questo Paese, probabilmente per i libri che ho letto, ma anche perché provo una profonda curiosità per tutto ciò che è diverso da me. Così l’ho studiato, mi sono documentata ed informata. Ho scoperto un punto di contatto con la Bosnia, quello del traffico di armi, droga e terrorismo internazionale e da qui la mia fantasia ha ricamato tutto». Cosa si aspetta ora da “Terra di Miele”?«Molti amici mi hanno fatto la stessa domanda, la risposta credo che sia: niente. Per me è già un’emozione grandissima avere il mio libro fra le mani. Gli amici che sinora l’hanno letto parlano di bestseller e non lo so se siano semplicemente di parte; quello che mi rende estremamente fiera del mio lavoro è che tutti, anche chi mi ha confessato non essere il proprio genere di lettura, mi dicano che è un libro scorrevole, che ti cattura dalla prima pagina all’ultima, che ti sorprende, ti fa ridere e anche piangere». (an.ga.) Per informazioni e acquisto: www.edizionimontag.com www.elenagaddi.sitiwebs.com