A cura della Redazione
Il teatro torrese in eterno esilio. Perché? Istituzioni e teatro. Un accostamento quasi blasfemo per la nostra città. La vertenza è datata e, dalla chiusura per inagibilità dell’ultima struttura (il teatro dell’Oratorio Salesiano), non è mai stata affrontata con serietà e volontà da chi ha soggiornato a Palazzo Criscuolo e dintorni negli ultimi decenni. Qualche timido tentativo effettuato in questo versante (leggasi assessorato di Enzo Celone), è stato immediatamente stroncato dall’alibi più gettonato sul territorio: l’emergenza. Perché ne parliamo? Per quel fastidioso effetto collaterale che ti assale ogni volta che sei costretto a salire in macchina e a viaggiare - anche se solo per pochi chilometri - per assistere ad uno spettacolo realizzato da torresi e rappresentato fuori dal perimetro cittadino. Una sensazione che si è replicata sabato scorso al teatro “San Pietro” di Scafati, sede scelta per il forzato “esilio artistico” dalla compagnia “I senzartenèparte”. I giovani universitari torresi hanno portato in scena “’Mpriesteme a mugliereta”, tre atti scritti a quattro mani da Gaetano Di Maio e Nino Masiello. Un lavoro che ha richiesto mesi di prove intense e meticolose, ma il cui eccellente risultato finale ha consentito di ripagare ampiamente i sacrifici sostenuti. Molto felice la scelta del testo che ha permesso di capitalizzare le qualità espressive dei ragazzi, apparsi indistintamente tutti a proprio agio nei personaggi interpretati. Il valore aggiunto della compagnia, per questa commedia, è rappresentato senza dubbio dalla regia che, nelle esperienze precedenti era stata affidata ad una sorta di gestione collettiva. E’ stato Salvatore Giuffrida a prendere per mano giovani appassionati dell’arte teatrale ai quali è riuscito a trasferire parte della sua immensa esperienza maturata in più di quarant’anni di palcoscenico. «Sono soddisfatto - dice il regista subito dopo lo spettacolo - e non nascondo la tensione che ha accompagnato la vigilia della recita. I ragazzi sono stati semplicemente straordinari perché hanno dimostrato di aver metabolizzato tutto il complesso lavoro di preparazione della commedia». La compagnia “I senzartenèparte” è stata costituita nel 2004 ed è composta da ex allievi del laboratorio teatrale “Anita Sorrentino” del liceo Pitagora. Si sono cimentati, in questo primo lustro di attività, con diversi testi attingendo soprattutto dalla produzione dialettale tradizionale. Sono stati praticamente “adottati” dal Circolo Professionisti e Artisti e dal Caffè Letterario, dove si riuniscono per le prove e dove ricevono il costante incoraggiamento per proseguire in un’esperienza culturale di valore inestimabile. Il loro impegno si integra perfettamente nell’importante tradizione teatrale filodrammatica della nostra città dove operano da decenni compagnie come “La Piccola Ribalta Oplontina”, “Oplontis” e associazioni come “Gli ex allievi Don Bosco”. Un fermento artistico costantemente ignorato da chi “governa” la cosa pubblica a livello locale. In platea al teatro “San Pietro”, sabato scorso, non era seduto nessun politico torrese. GIUSEPPE CHERVINO Nella foto, un quadro di "Mpriesteme a mugliereta"