A cura della Redazione
Premiati i vincitori del concorso dedicato a Nicola D´Alagno Stamattina alle ore 11,30, ci sarà la consegna del premio Nicola D’Alagno nella Basilica della Madonna della Neve. A conclusione della Santa Messa, ufficiata dal mons. Raffaele Russo, direttore della Basilica, saranno premiati i partecipanti al concorso letterario. Infatti, sul tema “Nicola d’Alagno, il primo feudatario della tua città”, numerosi studenti delle scuole medie e superiori della città torrese, si sono cimentati in altrettanti elaborati. Tra questi solo otto studenti rappresentanti della Scuola Media Pascoli, del ISIS Pitagora e dell’Istituto d’Arte De Chirico, riceveranno gli ambiti premi in palio. Gli elaborati presentati al concorso sono stati scelti da un apposita commissione, composta da esperti in storia dell’Arte e presieduta dal dinamico Don Raffaele Russo. Un personal computer, un apparecchio fotografico digitale e sei telefoni cellulari, saranno i premi da consegnare rispettivamente al primo, al secondo e ai rimanenti sei finalisti. Alla manifestazione di stamani parteciperanno, oltre al sindaco Giosuè Starita e i dirigenti scolastici del territorio, anche autorità ecclesiastiche, civili e militari. Il concorso fu bandito lo scorso anno in occasione dell’arrivo in chiesa del sarcofago di Nicola d’Alagno primo feudatario della città. Il sarcofago costruito in marmo di Carrara nel 1471 dall’artista Jacopo della Pila da Milano, su richiesta del nipote Nicola figlio di Ugo d’Alagno, è ritornato nella sua storica Sede Ecclesiastica dopo un’assenza di circa un secolo. Periodo in cui, il principe Gaetano Filangieri, grande cultore dell’arte, avendolo notato in totale abbandono all’interno del cortile nell’attiguo orfanotrofio, lo prelevò portandolo nel quattrocentesco palazzo Cuomo di Via Duomo a Napoli, attuale museo Filangieri. Grazie al Direttore della Basilica don Raffaele Russo, all’architeto Anna Stara e dei vari Ministeri competenti, il fantastico pezzo d’arte è ritornato, anche se per poco, nella sua terra natia. Paolo Borrelli