A cura della Redazione
Sportello rosa, centro di ascolto Di volontariato se ne parla sempre meno, ancor più di iniziative avviate per aiutare il più debole. Eppure il 10 dicembre scorso è stato inaugurato lo sportello rosa al Centro polifunzionale di via Castriota, che tende a presentarsi come punto di riferimento di tutte le donne e i bambini in difficoltà, di tutti coloro che necessitano di sostegno. Questo progetto, pensato già nel periodo della precedente amministrazione, è stato da sempre curato dall’insegnante Cimmino Marinella e da uno staff di professionisti che ben conosce le emergenze e le particolarità del territorio. Alla presentazione dell’iniziativa erano presenti il sindaco Giosuè Starita, l’assessore alle Politiche sociali Ciro Alfieri, la presidente della Commissione Pari Opportunità Filomena Iapicca, e i rappresentanti di diverse associazioni. Il Centro si presta a difendere le persone deboli seguendo quattro precisi punti: l’accoglienza, l’ascolto, il counseling e il sostegno. “Conoscere ciò che gli altri hanno bisogno è sintomo di risoluzione - inizia il primo cittadino -; sapere le emergenze, parlare, avere punti saldi è sintomo di speranza. Una comunità come la nostra, che ha bisogno di vivere di luce propria, deve elaborare progetti che riescano a risollevare le sue sorti e a divulgare il senso di rispetto per il territorio. Eliminare tutto ciò che rappresenta la divisione territoriale - continua il sindaco - e situare questo Centro in un luogo in cui la città ha più bisogno, è certamente un buon inizio. Sconfiggiamo il nostro senso di rassegnazione, diamoci da fare aiutando chi ha più bisogno di sicurezze e appoggio, iniziando ad ascoltare il prossimo”. Lo sportello rosa si presta al servizio di chiunque abbia bisogno di parlare, anzi cerca di diffondersi in una fascia di età particolare, quella dei “ragazzini”, i quali hanno bisogno di essere stimolati e di conoscere le future figure lavorative, eliminando dalle loro visuali le “cattive strade”. Presso il Centro saranno svolti corsi di web, arte e musica, per eliminare quel digitale divide tipico della nostra società attuale, e per creare un’interattività tra istituzioni e famiglie (bisognose). A tale proposito l’assessore Alfieri aggiunge: “L’ iniziativa del Centro è un primo raggio di sole, dobbiamo salvare ciò che è salvabile ed è per questo che è necessario una sinergia tra privati e amministrazione, volgendo ovviamente maggiore attenzione verso chi ha realmente più bisogno. Da parte nostra - continua - c’è tutta la buona volontà nella riuscita di questa splendida iniziativa; anzi l’amministrazione l’ha voluta fortemente perché deve essere come un inizio di un lungo progetto di cambiamento”. A quanto pare ci sono tutti i presupposti o quantomeno la volontà di creare qualcosa di buono e di risolutivo per un territorio che da tempo gode di poco splendore, ma secondo gli addetti del Centro “siamo sulla strada del rinnovo e della comunicazione sociale”, delle “Azioni, fatti e non più chiacchiere” - come ha concluso Marinella Cimmino. ENZA PERNA