A cura della Redazione
"Gomorra - La serie", pizzo a casa di produzione. La reazione di Roberto Saviano Estorsione aggravata dal metodo di intimidazione camorristica. Con questa accusa sono state arrestate tre persone ritenute affiliate al clan Gallo-Pisielli di Torre Annunziata. Secondo le indagini condotte dalla DDA di Napoli e dalla Procura del capoluogo partenopeo, i tre avrebbero imposto una tangente alla casa di produzione Cattleya per girare alcune scene di "Gomorra", serie tv andata in onda su Sky, all´interno di una villa nel quartiere Penniniello di Torre Annunziata. L´operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo oplontino, agli ordini del maggiore Alessandro Amadei, che hanno notificato l´ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla DDA. A finire in manette il boss Francesco Gallo, già in carcere e proprietario della villa, ed i suoi genitori, Raffaele Gallo ed Annunziata De Simone. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, che si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche ed ambientali, la società di produzione doveva versare 30 mila euro come corrispettivo per l´affitto della villa al proprietario. Il tutto legalmente. La prima rata venne elargita nel mese di marzo 2013, ma il successivo 4 aprile, Francesco Gallo fu arrestato e gli venne notificato il decreto di sequestro preventivo dell’abitazione di Torre Annunziata, dove stavano per iniziare le riprese della fiction, che di conseguenza passò sotto la tutela dell´amministratore giudiziario. Nel corso delle indagini sarebbe stato accertato che i genitori di Gallo, sembra su richieste dello stesso boss dal carcere, avrebbero continuato a mantenere rapporti con alcuni membri della società di produzione televisiva, ottenendo il pagamento di una sola rata ulteriore, nonostante l’intero canone dovesse essere corrisposto unicamente all’amministratore giudiziario nominato dal giudice che aveva disposto il sequestro. «Gli addetti alla produzione evitavano di versare le somme restanti ai Gallo solo a seguito di trattative che intraprendevano direttamente con costoro, senza che venisse informata l´Autorità Giudiziaria», scrive il Procuratore Aggiunto della DDA di Napoli, Filippo Beatrice. La nota di Sky Italia: "Sky Italia prende atto di quanto diffuso oggi dalla DDA di Napoli con riferimento a eventi che avrebbero coinvolto anche alcuni collaboratori di Cattleya nell´ambito della produzione di "Gomorra - La Serie", eventi che Cattleya ha nuovamente smentito in modo ufficiale. In ogni fase di questo progetto Sky ha ribadito alla produzione di attenersi scrupolosamente alle norme e alle regole che disciplinano questo settore e più in generale a principi di etica e responsabilità, con un´attenzione speciale considerando il particolare contesto territoriale dove è stata realizzata questa serie. Sky seguirà naturalmente con massima attenzione lo sviluppo delle indagini". Su Facebook, la reazione di Roberto Saviano, autore del libro da cui è stata tratta la serie, nonché sceneggiatore della stessa. "Questa mattina ho appreso dai giornali dell´indagine che riguarda Gomorra - La Serie. Sono stati arrestati tre esponenti del clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata per estorsione ai danni della casa di produzione e indagati tre rappresentanti di Cattleya (per altro, sempre sulla stampa, sto leggendo i testi delle intercettazioni e sono agghiaccianti). Ho voluto parlare personalmente con il presidente di Cattleya per capire come stessero le cose, quanto sapessero al riguardo, e mi ha assicurato la totale estraneità della casa di produzione. Cattleya ribadisce che "la magistratura, stante l´intervenuto sequestro dell´immobile da parte della Procura competente, successivo alla data del contratto di locazione, ha autorizzato lo svolgimento delle riprese e disposto che il restante pagamento della locazione venisse effettuato, come è effettivamente avvenuto, su un conto indicato dalla Amministrazione Giudiziaria". Naturalmente leggo i giornali e le notizie sono molte e non tutte univoche. C´è chi riporta un ulteriore pagamento alla famiglia Gallo, successivo al sequestro della villa, in conseguenza di minacce che la produzione avrebbe ricevuto dal clan di Torre Annunziata. Non mancherò di aggiornarvi in merito a questa vicenda".