A cura della Redazione
Giovane barista torrese investito a Pompei. Se la cava con alcune ferite Nella mattinata del 5 novembre, intorno a mezzogiorno, Vincenzo Iapicca, giovane barista di 22 anni, originario di Torre Annunziata, è stato investito da un’automobile mentre attraversava sulle strisce pedonali via Bartolo Longo, all’altezza della Casa del Pellegrino. Parliamo del pieno centro storico di Pompei. L’incidente stradale si è verificato a venti metri dalla Casa comunale. Il ragazzo si è accasciato a terra dal dolore, subito dopo l’urto con la vettura che l’ha investito. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani. In un secondo momento sono arrivati anche uomini della Polizia di Stato. Gli agenti della municipale, anch´essi accorsi immediatamente, hanno allertato il 118 per prestare soccorso al giovane che denunciava forti dolori alla gamba. Nel frattempo è stato fermato il traffico. Il centro storico è stato transennato e le automobili sono state dirottate sulla provinciale esterna (via Mazzini) perché Vincenzo Iapicca, che è conosciuto a Pompei perché lavora nel bar pasticceria “Arte del Gusto”, è rimasto a terra fino a che è giunta l´ambulanza che l’ha trasportato all’ospedale di Castellammare di Stabia. La dinamica dell’incidente, secondo il racconto dei passanti e dei vigili, dovrebbe essere la seguente: il ventiduenne attraversava le strisce pedonali perché faceva ritorno al bar dove lavora, dopo aver portato a destinazione alcuni caffè richiesti dei clienti. Da via Sacra è svoltata a destra la Ford Focus guidata da un quarantacinquenne di Pompei, che non lo ha visto, travolgendolo in pieno. Fortuna che il conducente non viaggiava ad elevata velocità. Restano comunque da definire (la prognosi prevede sette giorni per la guarigione, quindi si tratta di una semplice contusione) le lesioni che ha riportato il ragazzo del bar di via Lepanto. L´episodio si è verificato nel corso dell´orario lavorativo del giovane, per cui, a parte l’incidente automobilistico, la vicenda acquista rilievo anche sul piano del rapporto di lavoro. MARIO CARDONE