A cura della Redazione
Scavi di Pompei, operazione delle Fiamme Gialle. Plauso del sindaco D´Alessio «Un plauso all’azione di magistratura e Guardia di Finanza, che con la loro iniziativa hanno messo in chiaro che le risorse finanziarie destinate alla messa in sicurezza e tutela dell’immenso patrimonio costituito dagli scavi archeologici di Pompei non devono essere impiegate per altri scopi». E’ la dichiarazione, a caldo, rilasciata dal primo cittadino di Pompei, CLaudio D´Alessio, a seguito dei risultati delle iniziative investigative delle Fiamme Gialle del Comando Gruppo di Torre Annunziata, diretto dal col. Carmine Virno, sui lavori eseguiti all´interno dell´area archeologica durante il periodo di gestione commissariale. I finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, con arresti domiciliari, nei confronti di Annamaria Caccavo, rappresentante legale della "Caccavo S.r.l." di Salerno, indagata per reati di concorso in abuso di ufficio, corruzione in pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Tre misure cautelari di divieto di esercitare attività professionale sono state emesse nei confronti di Lorenzo Guariniello, progettista esterno della struttura commissariale, Vincenzo Prezioso, progettista esterno per le strutture, e Antonio Costabile, progettista esterno per gli impianti elettrici, indagati per corruzione e truffa ai danni dello Stato. E’ stata, inoltre, decretata sanzione di divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione nei confronti della Caccavo srl, società che ha avuto in appalto alcuni lavori all´interno dell´area archeologica durante la gestione commissariale di Marcello Fiori, insieme al sequestro preventivo di tutti i beni che sono nella sua disponibilità permanente fino alla concorrenza della somma di 810.788,42 euro. Sono, altresì, indagati, Marcello Fiori, ex commissario straordinario per l´emergenza nell´area archeologica degli scavi di Pompei, per abuso d´ufficio continuato, e Luigi D´Amora, direttore dei lavori durante la gestione commissariale, per i reati di abuso d´ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti è stata richiesta la sospensione dal pubblico ufficio. Con l´operazione odierna, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, con la collaborazione della Guardia di Finanza, ha ricostruito il percorso degli appalti di alcuni lavori eseguiti nell´area archeologica di Pompei a seguito della dichiarazione (era l´anno 2008) dello stato di emergenza decretato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con quel decreto fu nominato un commissario che doveva dare attuazione alle misure necessarie per la messa in sicurezza e la salvaguardia dell´area archeologica e, quindi, di occuparsi della realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedirne il degrado. La complessa attività investigativa del pubblico ministero oplontino ha riguardato l´esecuzione dei «lavori di restauro, sistemazione ed allestimento scenico del Teatro Grande Odeion e del Quadriportico dei Gladiatori». Intervento che ha comportato la spesa di oltre 8 milioni di euro. Il lavoro della Procura ha messo in luce l’illegittimità della gestione commissariale, di procedure "derogatorie" nell´affidamento dei lavori rispetto alla normativa. Difatti, la normativa dello stato di emergenza, propria della Protezione Civile Nazionale da cui Fiori proviene, prevede che il potere di deroga sia ammesso solo in caso di sussistenza di ´´indispensabilità´´ e di "specifica motivazione". Inoltre, tale regime poteva essere attuato solo in presenza di circostanze "impreviste", "imprevedibili" ed esclusivamente per opere complementari all´appalto e nella misura non superiore al 50% dell´importo complessivo dei lavori. Al contrario, dalle indagini è stato appurato che le opere affidate alla Caccavo S.r.l., che non potevano rientrare nel regime "derogatorio" in quanto di importo originario di appalto di 449.882 euro, mentre le opere "complementari" sono costate 4.840.000 euro. Molto di più della soglia del 50%. Esse sono state affidate a soggetto diverso da quello originario. Si è trattato, infine, di opere non indispensabili, né impreviste o imprevedibili perché non riguardanti lavori di messa in sicurezza e di restauro del complesso archeologico, ma interventi per l´allestimento di strutture teatrali e l´acquisto di attrezzature mobili per spettacoli. E’ stata pertanto suffragata dalle indagini la critica che fin dal primo momento è stata posta alla gestione commissariale Fiori, riguardo al restauro del Teatro Grande: assoggettarlo all’esigenza di creare un complesso estivo per il teatro San Carlo, dirottando parte del finanziamento pubblico per fini diversi dal restauro del bene archeologico. Altre anomalie sono state riscontrate nella fase esecutiva dei lavori, in relazione ai prezzi addebitati dalla Caccavo S.r.l. alla struttura commissariale per l´acquisto di materiali e di numerosi beni, utilizzati per l´esecuzione dei lavori. Sono stati, infatti, addebitati alla struttura commissariale somme "artatamente" gonfiate, mentre le opere sono difformi e di qualità inferiore rispetto a quanto fatturato alla struttura commissariale. Altre responsabilità sono emerse dalla certificazione sugli stati di avanzamento dei lavori, nonché sullala conformità e la regolarità nell´esecuzione degli stessi. MARIO CARDONE