A cura della Redazione
Pesca e vendita illegale di prodotti ittici, maxi blitz al Porto. Sei arresti Sei persone finiscono in manette per associazione a delinquere, commercio di alimenti nocivi, frode in commercio, pesca ed allevamento illegale di prodotti ittici. Sono questi i capi di accusa scaturiti da un maxi blitz operato stamane dai carabinieri del NAS di Napoli e della Compagnia di Torre Annunziata, guidata dal capitano Luca Toti, nei pressi del porto oplontino, dove si svolge il mercato del pescato. Agli arresti sono finite sei persone, di cui una è stata condotta in carcere, mentre per le altre cinque sono stati disposti i domiciliari. L´indagine, durata due anni, è stata coordinata dalla Procura di Torre Annunziata su ordine del GIP del Tribunale oplontino. Gli inquirenti hanno scoperto, attraverso una complessa indagine, che era stata allestita una vera e propria organizzazione criminale che operava illecitamente nel settore della pesca e dell´allevamento di prodotti ittici, conservati in condizioni igienico-sanitarie altamente pericolose per la salute pubblica. I militari dell´Arma hanno constatato, infatti, che per scongelare molluschi, crostacei e pesci, veniva utilizzata sistematicamente acqua prelevata dallo specchio di mare antistante lo scalo marittimo torrese, notoriamente inquinato. Il tutto, per far apparire il prodotto fresco. Tra i destinatari dei provvedimenti di restrizione, figurano quattro esponenti di una nota famiglia di commercianti di prodotti ittici, che secondo i carabinieri operava in regime di monopolio nell´area di Torre Annunziata insieme al titolare di una società attiva nel commercio all´ingrosso ed al gestore di alcune pescherie abusive poste nei pressi del porto. Nel corso dell´operazione sono state ispezionate ben trenta pescherie, otto delle quali chiuse. Sequestrate, inoltre, 25 tonnellate di datteri di mare, molluschi e varie altre tipologie di pescato per un valore di circa 150 mila euro. Dall´analisi dei prodotti, effettuata dall´Istituto Zooprofilattico di Portici, è emersa "l´abnorme presenza", recita il comunicato dell´Arma, "del batterio Escerichia Coli, microrganismo considerato indice di contaminazione fecale dell´acqua e degli alimenti, e che può provocare dissenteria o patologie più gravi come la colite emorragica e la sindrome emolitica, quest´ultima particolarmente pericolosa nei soggetti più deboli (anziani e bambini) con possibili conseguenze anche gravi come l´insufficienza renale acuta". Il blitz ha portato, altresì, al sequestro di un deposito di datteri marini, specie protetta di cui è vietata la commercializzazione e la pesca, e di una pescheria, per un valore complessivo di 600 mila euro. La Capitaneria di Porto ha fornito inoltre ulteriori elementi utili all´autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro, operato dagli uomini dell´Ufficio Circondariale Marittimo oplontino, comandato dal T. V. Claudia Di Lucca, di un peschereccio del valore di 400 mila euro utilizzato per la pesca illegale. Foto di repertorio LE PERSONE ARRESTATE - Giovanni Guarro, 54 anni, gestore di fatto della ditta "Onda Azzurra srl" (disposto il trasferimento al carcere di Poggioreale); - Domenico Guarro, 58 anni, gestore di fatto della ditta "Onda Azzurra srl" (domiciliari); - Pasquale Guarro, 37 anni, figlio di Domenico, gestore di fatto della ditta "Onda Azzurra srl" (domiciliari); - Pasquale Guarro, 35 anni, figlio di Giovanni, preposto alle vendite della ditta "Onda Azzurra srl" (domiciliari) - Arcangelo D´Ambrosio, 35 anni, responsabile legale e amministratore unico della ditta "Onda Azzurra srl" (domiciliari); - Luigi Pagano, 45 anni, addetto alle vendite della ditta "Onda Azzurra srl" (domiciliari). A questi si aggiungono altre dodici persone deferite in stato di libertà, responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata al commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio.