A cura della Redazione
Treni appaltati con il "trucco": quindici arresti con l´operazione "Espresso" Quindici arresti e 42 indagati dalla Procura di Firenze per appalti truccati di Trenitalia e dell´azienda campana di trasporto pubblico Sepsa. Secondo gli investigatori, funzionari e dipendenti di società a partecipazione pubblica e imprenditori concorrenti avevano formato un´organizzazione finalizzata a falsificare le gare d´appalto: venivano realizzate turbative d´asta attraverso "cartelli" tra imprese finalizzati, da un lato ad aumentare le probabilità di aggiudicarsi l´offerta, dall´altro a ridistribuire all´interno della cordata il lavoro aggiudicato ad una delle società del gruppo. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Firenze e dalla polizia ferroviaria della Toscana. Sono in corso in diverse regioni d´Italia decine di perquisizioni. Fra gli indagati, funzionari e dipendenti di società a partecipazione pubblica, come Trenitalia e Sepsa, e imprenditori. Fra le accuse, associazione per delinquere, corruzione, truffa, peculato, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, rivelazione ed utilizzazione di segreti d´ufficio, falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di pubblico servizio. Dei 15 arrestati nove sono finiti in carcere e riguardano per lo più funzionari dell’azienda campana di trasporto pubblico e imprenditori. Tra questi ultimi, oltre a Salvatore Avallone, Gennaro Caianiello, Gelsomina Pagano, anche due volti noti a Torre Annunziata: Cesare Damiano, proprietario dell’azienda Elca (Elettromeccanica Campana spa) e titolare anche di un´altra ordinanza che lo vede ai domiciliari, e Stefano Acciao, già presidente di Assoimprese e attualmente amministratore del polo ferroviario campano – società consortile. In carcere anche funzionari o dirigenti della Sepsa: Sergio Gallo, Sergio Henke, Luigi Rivieccio e Raffaele Majolo. Ai domiciliari sono finiti gli imprenditori Guglielmo e Antonio Del Vecchio e Riccardo Poggi, oltre ai funzionari di Trenitalia Tiberio Casali, Marco Mazzanti e Giovanni Mugnai. L´inchiesta scaturisce dalla denuncia di un imprenditore, poi indagato perchè ritenuto coinvolto nei reati. Nell´ultimo anno e mezzo sono otto gli appalti finiti nel mirino della procura di Firenze. Cinquantasei le perquisizioni in corso in tutta Italia. L´operazione in corso è stata ribattezzata “Espresso”.