A cura della Redazione
Cinque rapine in quattro giorni, arrestati due giovani torresi Acciuffati gli autori che nel giro di pochi giorni avevano compiuto una serie di rapine a Torre Annunziata e nei comuni limitrofi. Ieri, intorno alle 23,30, i carabinieri della stazione di Trecase, con il supporto del N.O.R. della Compagnia di Torre Annunziata, diretta dal cap. Luca Toti, rintracciavano e sottoponevano a fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata e continuata due giovani di Torre Annunziata. Si tratta di Michele Marciano, 27 anni, e A.O., 17 anni, che avrebbero partecipato a cinque rapine tra il 26 e il 29 giugno scorsi, e riconosciuti anche grazie al sistema di videosorveglianza presenti sui luoghi del delitto. Il primo colpo veniva perpetrato il 26 giugno scorso ai danni il dell’ufficio postale di corso Umberto I di Torre Annunziata; il secondo, qualche ora dopo, al supermercato “DI.CO.” di Boscotrecase. Appena un giorno di riposo e il 28 giugno un’altra rapina. Questa volta era il turno del supermercato “Sisa Pettorino” di Torre Annunziata, oramai abituato a questo genere di “prelievo” forzato. Per i giovani malviventi diventava quasi un gioco presentarsi alla cassa dei supermercati e farsi consegnare l’incasso della giornata. Infatti il 29 giugno alle ore 18,00 tentavano un ennesimo colpo. A farne le spese questa volta era il supermercato “M” di Terzigno, ma non tutto andava per il verso giusto e la rapina falliva. Ma i due non si davano per vinti. Un’ora e mezza dopo si ripresentavano al supermercato “Dico” di Boscotrecase, ormai divenuto il loro bersaglio preferito. Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari, i carabinieri sequestravano alcuni capi di vestiario e due caschi protettivi. Inoltre rinvenivano due scooter, un “Gilera Runner” e un “Beta Tempo”, una pistola giocattolo tipo “357 magnum”, priva di tappo rosso, oltre ad indumenti per il travisamento del volto. Espletate le formalità di rito e le operazioni di fotosegnalamento, Marciano veniva tradotto presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale, mentre A. O., presso il centro di Prima Accoglienza di Napoli Colli Aminei, a disposizione delle rispettive Autorità giudiziarie.