A cura della Redazione
Come ti trasformo una scuola... Opere pubbliche, croce e delizia delle amministrazioni comunali, passate e presenti. Un’opera pubblica ha bisogno di un iter burocratico lunghissimo per poter vedere la luce. E non è detto che ci riesca sempre! Progetto preliminare, poi definitivo, e infine esecutivo: tre fasi che devono essere sottoposte al vaglio della Giunta comunale (o Consiglio), della Commissione Ambientale e poi della Sovrintendenza di Napoli. E non è finita qui. Se si deve apportare una variante urbanistica, il progetto andrà sottoposto anche alla Giunta e al Consiglio regionale. Infine, nota dolente, il finanziamento dell’opera. Questo può essere di tre tipi: comunale, attraverso mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti; regionale (fondi strutturali); nazionali (bandi del ministero delle infrastrutture). Una volta ottenuto tutti i pareri e il finanziamento, viene indetta la gara di appalto per l’opera da realizzare. Trascorre altro tempo per le domande di partecipazione, poi si arriva finalmente all’assegnazione dell’appalto. Una volta individuata l’impresa, e sempreché non ci siano ricorsi delle società escluse (vedi appalto delle due torri del tribunale), la pratica viene inviata in Prefettura per il patto di legalità. Altri mesi di attesa, poi la risposta. Se positiva, si stipula il contratto con la ditta appaltatrice, si rilasciano le dovute autorizzazioni ed infine si danno inizio ai lavori, sperando che non si interrompano per difficoltà sopravvenute (vedi sempre l’appalto per il tribunale, quando la ditta appaltatrice fu dichiarata fallita nel corso dei lavori). Dopo questa breve prefazione, vediamo quante opere pubbliche sono state progettate e poi realizzate dal primo governo Cucolo, dal lontano 1996 ai giorni nostri: completamenti dello Stadio Giraud; dell’istituto d’Arte e della scuola elementare di via Caravelli; realizzazioni delle scuole elementari di via Tagliamonte e di Rovigliano; del centro commerciale di via Tagliamonte; dell’impianto di illuminazione in diverse strade della città; di 11 chilometri di impianto fognario; ripavimentazione di strade cittadine, tra cui via Alfani, via Fusco, via Gambardella, piazze Giovanni XXIII, Ernesto Cesàro (?!?), Imbriani e Monsignor Orlando; corso Umberto; via Schito; rampa Nunziante; ecc.. In corso d’opera: la ripavimentazione di corso Garibaldi e via Sepolcri; il restauro di Palazzo Criscuolo; il Contratto di Quartiere Uno (abbattimento e ricostruzione di cinque edifici del Penniniello); la bonifica del quadrilatero delle Carceri; scuola media di Rovigliano. Opere di prossima esecuzione (espletate la gare d’appalto): bretella di collegamento porto-autostrade; riqualificazione del molo di Ponente; ripavimentazione di via Plinio, via Roma, via Simonetti, piazzetta IV Novembre, piazza Cesàro. Opere finanziate ma non ancora appaltate: riqualificazione della Villa Comunale e realizzazione di un centro per anziani in via Rocco. Opere progettate ma in attesa dei finanziamenti: prolungamento di via dei Mille; pavimentazione di corso Vittorio Emanuele III; realizzazione della vasca d’alaggio nell’area ex Dalmine. E ci scuserete se abbiamo omesso qualche altra opera! Questi argomenti sono stati oggetto di un’ampia discussione tra i capigruppo di maggioranza, Francesco Donadio (PD), Davide Alfieri (Psdi) e Antonio Gagliardi (IdV) con il dirigente dell’Ufficio Tecnico Ciro Cusano. “Perché - hanno detto i consiglieri comunali - si va così a rilento nell’esecuzione delle opere pubbliche? Perché opere progettate, finanziate e finanche appaltate non riescono a decollare? Quali sono gli ostacoli da rimuovere?”. Un pressing sull’ingegnere Cusano per avere risposte che non sempre si riescono a dare, data anche la complessità della macchina comunale. Nell’ambito della riunione è stata avanzata dai capigruppo una proposta: “A giugno - hanno detto - termineranno i lavori per la realizzazione della scuola media di Rovigliano; venticinque aule su un’area di 7 mila metri quadrati, con un ampio parcheggio. Vista la diminuzione della platea scolastica e considerato che la scuola elementare di Rovigliano, inaugurata nel 2006, è sufficiente sia ad accogliere gli studenti delle elementari che delle medie, perché non utilizzare questa struttura per una parte degli uffici comunali? Si risparmierebbero notevoli risorse finanziarie (oltre 600 mila euro all’anno) e nel contempo si “risveglierebbe” la periferia della città”. DOMENICO GAGLIARDI