A cura della Redazione
Torre del Greco. Centro accoglienza immigrati a Villa Green “Tutto quello che è stato fatto finora, lo si è fatto all’insaputa mia e dell’intera amministrazione comunale. Questo non significa che, da ora e in avanti, non saremo attenti e vigili su una vicenda che non può vedere semplici spettatori il Comune e i torresi in generale, una situazione per la quale chiediamo di conoscere con esattezza le procedure e le autorizzazioni finora rilasciate, i pareri espressi dagli organismi preposti, a partire da quelli che rispondono dell’aspetto di natura sanitario”. È categorico il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, in merito alla trasformazione dell’ex complesso Villa Green di via Montedoro in un centro di accoglienza per una cinquantina di profughi provenienti dai Paesi in guerra (in particolare dalla Siria). Si tratta per la maggior parte di persone che, dopo essere giunte in Italia, hanno chiesto asilo politico e ora vengono smistate in altre parti della penisola a causa del numero elevato di presenze all’interno dei centri di prima accoglienza distribuiti alle “frontiere del mare”. “Quanto sta accadendo in queste ore – prosegue il primo cittadino – ha davvero dell’incredibile. È vero che il protocollo in queste circostanze prevede l’interessamento della sola Prefettura, che non solo sottoscrive l’accordo con le associazioni e gli enti preposti ad occuparsi di queste persone, ma di fatto consente di ‘impadronirsi’ anche delle aree che devono ospitare i profughi, ma è assurdo che l’amministrazione comunale della città destinata ad accoglierli debba venire a conoscenza di tutto ciò a cose quasi fatte e senza mai essere stata interpellata. Per questo motivo da ora e in avanti chiederò, con l’ausilio degli agenti del nostro comando di polizia municipale, che vengano controllate tutte le autorizzazioni in possesso di questi soggetti. Non vorrei scoprire, come invece temo, che molte di queste indispensabili autorizzazioni, di natura prettamente sanitaria, sono carenti se non del tutto assenti”. “A chi in queste ore parla di aspetto umanitario – conclude Ciro Borriello – rispondo che questo aspetto, sicuramente fondamentale in una vicenda simile, non può calpestare le più elementari regole del vivere civile e del rispetto dei singoli ruoli”.