A cura della Redazione
Torre del Greco. "La città che non... voglio", le premiazioni Un vicoletto in bianco e nero, con una bimba che gioca tra i rifiuti e la vita che prosegue normalmente tra degrado e indifferenza. E’ il tema della foto che ha vinto il contest “La città che non voglio”, promosso il mese scorso dall’Udc di Torre del Greco. Ad aggiudicarsi il concorso è stata Josè Maria Garofalo, 24 anni, fotografa per passione: “Il bianco e nero di questa foto viene usato per mettere in evidenza con tristezza il problema dei rifiuti e del degrado. Ci fa riflettere - la motivazione dell’assegnazione del primo premio da parte della giurata Gabriella D’Ambrosio - su quello che sarà il futuro, in questo caso rappresentato dalla bimba che vive nell’immondizia”. Medaglia d’argento a Gioacchino Formisano e al suo scatto sul cimitero: uno sguardo sui viali dell’eterno riposo attraverso uno delle tante grate che imprigionano il camposanto di Torre del Greco. “L’immagine è stata scelta perchè rende chiara la difficoltà di chi si trova al cimitero per compiere un atto d’amore come quello di portare i fiori ai propri cari ma non può a causa del degrado”, il commento della giuria tecnica che ha premiato Gioacchino Formisano. Terzo posto invece per Paola Caso Falanga che, nel suo scatto su via Litoranea, ha ritratto una pensilina fuori uso del bus con accanto un cassonetto dell’immondizia. “In questa foto sembra che non ci sia niente di strano ma a ben vedere - scrive la commissione esaminatrice - è solo apparenza: su un lungomare che necessita di rigenerazione troviamo una garritta senza posti a sedere e rifiuti. Sullo sfondo invece un mare blu intenso, una delle contraddizioni della nostra città”. Queste ed altre contraddizioni finiranno tutte nel libro degli scandali: un book fotografico che raccoglierà tutti gli scatti piu’ impietosi della città e che sarà consegnato al sindaco Ciro Borriello “a testimonianza - spiega Filippo Colantonio, commissario cittadino UdC - di quanto Torre del Greco abbia bisogno di un riscatto serio”. FRANCESCA RASPAVOLO