A cura di Mario Cardone
Pompei - Consiglio comunale "acceso" per la questione abbattimenti di case abusive

La maggioranza politica rigetta in Consiglio comunale la proposta di delibera redatta dalla minoranza. Sono stati 9 i voti contrari contro i 6 favorevoli nell’assise di oggi (3 giugno) moderata dal presidente Robetti, che ha incontrato non poche difficoltà nell’esercizio del suo compito.

La tensione nel corso del dibattito si tagliava con un coltello perché era presente tra gli spettatori una famiglia che a maggio ha subito l’abbattimento dell’abitazione ed ha contestato duramente l’esecutivo di Uliano, reo – a suo dire – «di essersi disinteressato al caso».

Il presidente del Consiglio comunale e le forze dell’ordine sono state più volte a chiedere con fermezza il silenzio durante il dibattito politico. Al termine dell’assise, c’è stato un accenno di scontro fisico tra qualche esponente di maggioranza e i manifestanti che rischiano l’abbattimento delle loro casa ma i vigili urbani hanno fatto presto a sedare sul nascere ogni forma di nervosismo.

E’ stata rinviata alla prossima seduta la delibera riguardante la “Riadozione con modifiche del regolamento per l'installazione e l'esercizio degli impianti di tele radiocomunicazione approvato nel 2005”. A questo punto lo scontro politico si è incentrato sulla proposta di delibera che riguarda il salvataggio del patrimonio edilizio di Pompei, condannato ad essere demolito dalle ruspe. Già si sapeva che la minoranza avrebbe proposto “l’atto di indirizzo delle procedure urbanistiche da approvare in materia di repressione degli abusi edilizi e le linee guida in materia di procedimenti destinati alla dichiarazione di esistenza di prevalenti interessi pubblici, ovvero alla decisione di cui all'art. 12 comma 6 della Legge Regionale 28 dicembre 2009, n.19, come integrata dalla Legge Regionale 5 gennaio 2011, contrari alla demolizione di immobili acquisiti al patrimonio comunale”.

 

A questo punto lo scontro verbale tra maggioranza ed opposizione ha assunto l’apice ed il presidente Robetti ha incontrato difficoltà a governarlo. La maggioranza, nella persona del consigliere comunale Calabrese, ha accusato l’opposizione di aver fatto il copia-incolla con la proposta di delibera dal Comune di Piano di Sorrento. L’Amministrazione comunale del sindaco Uliano si è fatta forte del parere del dirigente UTC Michele Fiorenza, che sancisce l’inapplicabilità al caso di Pompei che è sotto ben noti vincoli paesaggistici collegati agli Scavi archeologici, senza parlare dei divieti assoluti collegati allo status di zona rossa sotto rischio Vesuvio.

La maggioranza è del parere di far fronte comune con le amministrazioni delle 25 comunità della zona rossa per tentare la carta di una soluzione unica, quale potrebbe essere un unico disegno di legge sulla materia. La minoranza ha voluto, da parte sua, sottolineare di aver dato alle famiglie in pericolo di rimanere senza tetto un segnale di interessamento e di civile solidarietà nei confronti di un problema che ha un profilo quasi generalizzato per Pompei. La colpa della maggioranza nei confronti delle famiglie in rivolta sarebbe quella di assenza di proposte concrete mentre quella presentata dall’opposizione non è passata perché bocciata ancor prima del dibattito politico.

Qualche momento di tensione si è avuto anche alla fine del Consiglio comunale, quando  la parola  è stata data alle rappresentanze delle famiglie senza casa o nell’imminente pericolo di perderla. Non è finita qui. Permangono i fermenti d’iniziative di fermare le ruspe prima che sia troppo tardi. Nel frattempo parte l’azione di prevenzione da parte della Pubblica Sicurezza.

In conclusione, due sono le considerazioni oggettive: un tentativo estremo (almeno di scalettare le demolizioni) va svolto, fosse anche per placare glia animi esasperati. I cittadini attendono una parola finale del sindaco, anche se i suoi margini d’iniziativa sono quasi nulli. In ogni caso, Uliano non può esimersi.