A cura di Mario Cardone

Sono partite a Pompei una serie di inziative per il mantenimento delle scuole cattoliche da parte delle famiglie locali, delle associazioni religiose e del personale amministrativo e docente. La difesa dell'Istituzione scolastica cattolica maschile e femminile a Pompei rappresenta una nobile tradizione che deve continuare. E' radicata nel tessuto civile a difesa dei valori cattolici e prosegue nella formazione culturale delle giovani generazioni.

Venerdì scorso, il comitato "Difendiamo le Opere di Bartolo Longo" ha organizzato una suggestiva e partecipata fiaccolata sul sagrato della cattedrale di Pompei, dedicata alla Madonna del Rosario, per chiedere al vertice della Chiesa locale di ripensare il ruolo e la missione che le compete. In pari tempo, gli avvocati Pierluigi De Angelis e Annalisa Esposito hanno chiesto chiarimenti sulle iniziative programmatiche di non consentire nuove iscrizioni per il prossimo anno scolastico, alla dirigenza dell'Istituzione scolastica di Pompei che fa parte delle opere sociali ammininistrate dalla Chiesa della città mariana in nome e per conto del Vaticano. Per questo motivo il primo intestatario della misssiva scritta dai due legali in rappresentanza dei docenti Carotenuto Alfonso, Bergera Filomena,  Morese Antonio,  Langella Anna,  Cimmino Francesca, De La Ville Suryllon Annalisa,  Romano Franca, è proprio Papa Francesco, che presumibilmente illuminerà con saggi consigli le coscienze di chi sta commettendo un errore irrimediabile, sia dal punto sostanziale che morale, nel cancellare il presidio della scuola cattolica che deve essere al contrario consolidato, migliorato e pubblicizzato. E' manifesta la volontà dell’Amministrazione di Pompei, di concerto con la dirigenza scolastica, di portare ad esaurimento l’insegnamento praticato nello storico Istituto Bartolo Longo. E' di dominio pubblico che le iscrizioni per l'anno scolastico 2015/2016 sono state respinte con la scusa della mancanza del numero necessario per la formazione delle prime classi. Si riprende, così, la vecchia politica tendente a chiudere l’istituzione scolastica “Bartolo Longo” e gli istituti ivi compresi.

Ad  aprile di quest’anno il Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario provvedeva a comunicare al Sindacato l’eliminazione della I classe dell’I.P.I.A. “Bartolo Longo”, della scuola Media Paritaria “Bartolo Longo” e dell’I.P.S.S.S. “Santa Caterina da Siena” a causa della esiguità delle domande di iscrizione. Dal momento che per la scuola media paritaria erano pervenute 12 domande d'iscrizione e 11 per l’istituto superiore, l'iniziativa di chiusura è in contrasto alla normativa vigente che fissa il requisito del numero minimo di soli 8 alunni. E' irregolare, pertanto, la decisione dell’Amministrazione di restituire le domande. Inoltre fino all'anno scorso la prassi è stata quella di  prolungare l’attività di orientamento, accogliendo nuove iscrizioni nel periodo. Al contrario, quest’anno, sono stati invitati i genitori a ritirare le domande d'iscrizione. Con tale comportamento è stata tradita  la volontà del Beato Bartolo Longo che a suo tempo cedette gli immobili della scuola – attualmente sede del Pontificio Istituto Bartolo Longo – vincolandola “al fine di assicurare la custodia e  l’officinatura del Santuario, nonché la vita e la prosperità delle varie opere benefiche ed educative, orfanotrofio, ospizio dei figli e delle figlie dei carcerati, laboratorio ed officine, scuole elementari maschili e femminili”, con la precisazione  che tali opere devono essere sostenute dalle offerte dei fedeli al Santuario oltre che  dalle rendite rivenienti dall'immenso patrimonio  degli immobili del Santuario, alcuni dei quali, da tempo in degrado e non utilizzati, potrebbero essere venduti per creare liquidità necessaria alle iniziative di rilancio delle Opere scolastiche da tempo abbandonate, probabilmente con il fine ultimo di liberarsi del peso di quelle iniziative mentre, al contrario, dovrebbe essere la burocrazia della Chiesa di Pompei ad essere "assottigliata" eliminando "rami secchi" che da tempo abbisognano di una "salutare potatura". Di contro, la Dirigenza e l’Amministrazione della Chiesa di Pompei si stanno muovendo in contrasto con la volontà testamentale del Padre Fondatore. L'istituzione scolastica pompeiana ha rivestito e riveste ancora un ruolo significativo nella comunità locale accogliendo ragazzi provenienti da situazioni disagiate e consentendo loro di poter ambire ad un futuro migliore. La difesa della Scuola Cattolica di Pompei, anche se fino ad ora non ha registrato una presa di posizione ufficiale dell'Amministrazione Comunale, è comprovata dal susseguirsi di manifestazioni ed eventi della società civile. Molti  cittadini (tra i quali tanti ex alunni) sono scesi in piazza per protestare in queste settimane. Altri continueranno fino a quando non saranno date rassicurazioni formali sulla volontà di mantenere le scuole aperte. 

Migliaia di persone, in pochi giorni, hanno sottoscritto la petizione avanzata dal comitato spontaneo che tenta di salvare un caposaldo dell’istruzione e della memoria del lascito morale e sociale  del Beato: le sue scuole. Recentemente, l'Amministrazione del Santuario ha chiesto ai professori di “devolvere volontariamente” il 5% del loro compenso al fine di finanziare il datore di lavoro. Pretesa paradossale che dimostra il livello delle competenze in campo che non sono oggettivamente sufficienti a mettere mano ad un piano aziendale di rilancio delle scuole nell'ambito delle altre opere sociali di Pompei. La speranza di tutti è che lo Spirito Santo illumini le coscienze della classe dirigente dell'Amministrazione del Santuario perché, in mancanza, alla pacifica azione di persuasione  segiirà un esposto alle competenti Autorità Giudiziarie al fine di  difendere il lavoro e il rimborso della cifra detratta con decisione unilaterale dallo stipendio.