A cura della Redazione
Pompei. Crollata a Pompei la sede della iuventutis pompeiane Peggio di così non poteva andare negli scavi archeologici di Pompei. Nella prima mattinata di ieri è crollato il Collegium Juventutis Pompeianae che in poche parole è il club di ginnastica riservato ai rampolli dell’aristocrazia pompeiana. La “Schola Armatorium” era di un solo vano posto su via dell’Abbondanza. Una ricognizione accurata ancora non è stata fatta. E’ probabile che l’incarico sarà dato al direttore del sito archeologico, Antonio Varone, che già in epoca non sospetta aveva lanciato l’allarme per la tenuta complessiva degli antichi edifici. Sicuramente partirà a giorni alla volta della sede romana del ministero una relazione dettagliata sulle cause che hanno determinato il crollo della palazzina antica. I custodi hanno riferito che nella prima mattinata è crollato il muro della Domus. In un secondo momento, data la pesantezza del soffitto, in cemento armato, è crollata l´intera Domus dei Gladiatori. Probabilmente la causa è dovuta alle infiltrazioni d´acqua delle ultime piogge torrenziali. Attualmente l´area è stata transennata e vietata ai turisti. Si sta predisponendo un percorso alternativo. Nella scuola erano stati “scavati” resti carbonizzati di stuoie (tegetes). Ritrovata l’iscrizione “Scola Armatorium” e gli epigrafi che ne indicano l’utilizzo. Ci sono anche decorazioni esterne di due trofei d’armi mentre sugli stipiti dell’ingresso erano due palme, simbolo di gloria. All’interno erano raffigurati dieci geni femminili sul punto di volare, ciascuno con una diversa arma e lo scudo. Parliamo al passato perché, per quanto ci riferiscono i custodi, è rimasta al suolo sola polvere “antica”. A questo punto il rammarico è che non sarà possibile, come in precedenti crolli parziali, ricostruire l’antico sito. Le pitture delle pareti, in passato, erano state separate dal suolo per allontanarle dall’umidità. L’opera di manutenzione un tempo veniva prestata dalle maestranze specializzate organiche alla soprintendenza adesso opera più negli scavi di Pompei, in quanto è stato abolito il ruolo delle maestranze dedite alla manutenzione del parco archeologico. Si opera solo il restauro conservativo del monumento, appaltato all’esterno, senza la manutenzione giornaliera. Ecco perché non si riesce più a prevenire incidenti gravi come quello di ieri notte, che privano l’umanità di un reperto archeologico che potrà essere ammirato, da oggi in poi, solo sui libri di storia. Altro motivo di rammarico è che gli smottamenti di terreno presso qualche domus nei giorni precedenti (successivi al forte diluvio che hanno causato pericolosi crolli anche nella Pompei moderna) avrebbero dovuto mettere in allarme chi di dovere e far partire tempestivamente iniziative preventive di monitoraggio che a quanto pare non ci sono state. MARIO CARDONE