A cura della Redazione
Pompei. Legge speciale per la città, giunta Uliano ci riprova “Tentare non nuoce”. Recita un vecchio proverbio, che per una recente delibera di giunta ha ispirato l’Amministrazione del sindaco Uliano. Ne consegue che essa non si è sottratta alla tradizione, portata avanti dalle precedenti giunte di ogni indirizzo politico che hanno governato a Pompei. Vale a dire prendere l’iniziativa di spedire una raccomandata al Governo, al Ministero dei Beni culturali e alla Regione Campania con la richiesta esplicita di emanare una Legge Speciale per la Città di Pompei in cui sia prevista l´istituzione di un fondo speciale gestito dal Ministero dei Beni Culturali che preveda una percentuale calcolata sul costo del biglietto di ingresso al Parco Archeologico, da devolvere a favore del Comune di Pompei. Le somme così introitate sarebbero utilizzate per interventi urbanistici ordinari e straordinari e per migliorare i servizi di accoglienza del territorio esterno all´area archeologica e per l´informazione e la promozione degli scavi di Pompei. Il celebre sito culturale vesuviano, visitato ogni anno da oltre due milioni di persone, è stato dichiarato dall´Unesco Patrimonio dell´Umanità con lo scopo di preservarne l´integrità e di promuovere un´area ricca di straordinari reperti storici, archeologici ed architettonici. La città di Pompei si estende a ridosso del parco archeologico e nelle aree adiacenti ai tre ingressi. Ne deriva che migliorare l’immagine della città significa potenziare l’accoglienza al turismo internazionale ma mancano i fondi per finanziare le opere pubbliche ed i servizi necessari. Ciò significa che a disposizione dell’Amministrazione di Pompei ci sono due possibilità: o arrivano risorse dallo Stato (con la legge speciale per Pompei) oppure il Comune dovrà far pagare una tassa di soggiorno ai turisti (altra ipotesi prevista in una delibera da presentare in consiglio comunale). Una terza ipotesi, per il momento accantonata, è quella del ticket bus deliberata dall’Amministrazione precedente, che evidentemente da Uliano e compagni non è condivisa. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2